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Senza Sinner vs Alcaraz non è più tennis
Gli infortuni hanno separato i due protagonisti del circuito: restano i titoli da assegnare, manca la sfida che ci faceva aspettare ogni finale

Alberto Dandolo/Edipress
Pubblicato il 7 ottobre 2026, 19:57 (Aggiornato il 8 ott 2026 alle 12:36)
Dovremo aspettare ancore tre mesi per rivederli uno davanti all’altro, sempre se andrà tutto bene, e davvero noi che siamo innamorati pazzi del tennis possiamo dire che non ne possiamo più. Sinner contro Alcaraz, ma quando ci ricapiterà di esplodere di gioia o di rabbia dopo questo maledetto anno 2026 in cui prima si è fermato lo spagnolo (120 giorni) e subito dopo Jannik (quasi 200 giorni)? Ci è rimasta nella mente la finale dominata dall’azzurro a Montecarlo, sulla terra rossa, la casa preferita di Carlos, che oggi è sempre pronto a mandare messaggi di “amore” al suo amico-nemico. Ma dal quel 12 aprile, il vuoto cosmico: Sinner ha dominato fino a Wimbledon, poi l'ingresso in un tunnel che sembra ancora infinito. Lo spagnolo, invece, è tornato conquistando a Tokyo il terzo titolo della stagione (dopo lo Slam australiano e Doha) e iscrivendosi al primo Master 1000 dopo lo stop per il malanno al polso. Parliamo di Shanghai, ovviamente, torneo al termine del quale l’altoatesino resterà ancora il numero 1 per una manciata di punti, in attesa di cedere lo scettro a Zverev, quasi certamente dopo Vienna e prima delle Finals di Torino.

Sinner e Alcaraz, quanto manca al tennis la loro rivalità
Non ci sono dubbi sul fatto che l’intero movimento del tennis, da mesi, paga l’effetto-assenza e la mancanza dei confronti diretti tra Sinner e Alcaraz, tanto che si è anche spento il dibattito su chi sia il più forte tra i due. C’è chi dice Jannik, più completo e adatto a tutte le superfici, e chi sostiene ancora Carlos, magari più talentuoso e anche più giovane. Sì, ogni tanto ci divertiamo a vedere come Zverev si senta padrone in un mondo dove non ha più i rivali che lo umiliavano (13 sconfitte su 13 contro Sinner, Alcaraz e anche Djokovic), ogni tanto pensiamo che giovani come Shelton, Jodar e Fonseca possano salire ai livelli del Numero Uno, ma in realtà la nostra eccitazione non si alza mai da quando non c’è più il duello tra i due mostri.
Il ritorno di Sinner e l’attesa di un nuovo duello con Alcaraz
Dovremo aspettare gennaio, con la speranza che qualcuno riesca a risolvere i problemi che tormentano Sinner e il suo ginocchio. Addio Finals, addio Davis, ammesso che Jannik avesse voglia di indossare ancora la maglia azzurra, addio a guadagni milionari e a punti che non potrà difendere. Lo rivedremo agli Australian Open dove ha vinto il primo Slam della sua carriera e ha iniziato a diventare leggenda. Pagheremmo oggi per rivederlo in campo domani, che poi vinca oppure no conta poco. L’importante è che Jannik, con Carlos, possa riaccendere la nostra passione come nessun altro potrebbe fare in un circuito, maschile e femminile, dove gli italiani sembrano ormai consumati come una candela di Natale dopo l’Epifania.
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