Dirigenti non da Juventus

Comolli al Pisa, il Parma giochista, Corradi ex De la Fuente e il caso De Marco
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Dirigenti non da Juventus
© Juventus FC via Getty Images

Stefano OlivariStefano Olivari

Pubblicato il 20 ottobre 2026, 12:16 (Aggiornato il 20 ottobre 2026, 10:59)

Cosa diremmo di Yildiz o di Bremer se passassero dalla Juventus al Pisa? Che hanno fatto molti passi indietro, con tutto il rispetto per il Pisa e la Serie B, oppure semplicemente che non erano da Juventus. Il contratto triennale appena firmato da Damien Comolli con la società ormai tutta di Knaster, con la fine dell’era Corrado, si può leggere anche così. In altre parole la Juventus degli ultimi anni ha quasi sempre sbagliato dirigenti, colpa ovviamente di John Elkann e non dello Spalletti della situazione che sta cuocendo a fuoco nemmeno troppo lento.

La svolta giochista del Parma di Gilardino, dopo l’addio all’italianista (…) Cuesta, non sta funzionando: due sconfitte per 3-0, davvero imprevista quella con il Torino, con un atteggiamento inaccettabile nel primo tempo. Alla fine l'unica cosa che dovrà fare Krause sarà spendere in gennaio im soldi guadagnati in estate da Suzuki, Circati e Pellegrino.  

La storia di Bernardo Corradi alla guida della Sampdoria è finita dopo 4 mesi e 7 partite di campionato. La disastrosa partenza ha diverse spiegazioni, prima fra tutte che gli arrivi dal mercato hanno deluso, in una storia tipica da sliding doors calcistica, perché nella testa di Gravina, come i suoi fedeli sapevano, Corradi era l’allenatore della Nazionale da far crescere gradualmente nelle Under, dove con vari ruoli lavorava fin dal 2017. Insomma, il mitologico De La Fuente italiano che viene invocato a ogni fallimento della Nazionale con un allenatore identificato con i club. Pur sapendolo Corradi nell’estate 2025 aveva accettato di fare il vice di Allegri al Milan, situazione apparentemente comoda. Sarà perdonato anche lui da Malagò?

La fase di studio fra la Serie A e Orsato è finita con il fallo di Milla su Gonçalves in Fiorentina-Como, non per l’errore in sé, comunque enorme, ma per l’assenza totale di spiegazioni date al club viola. La filosofia anti-VAR non c’entra, visto che si inserisce in una tendenza europea, mentre c’entra molto la figura dell’arbitro come sacerdote insindacabile. Va da sé che le più danneggiate siano le squadre medie (inferocita anche l’Atalanta), con la situazione che non è ancora esplosa solo perché non è avvenuta in un Inter-Juventus o in un Milan-Roma. In questo quadro è scoppiato il caso De Marco: il coordinatore dei rapporti con i club (traduzione: la persona che deve ascoltare le telefonate di lamentele, più o meno educate, da parte dei dirigenti dei club danneggiati) non sta coordinando niente perché Orsato lo ha emarginato e in pratica i club di A non hanno una strada per così dire legale per far arrivare al vertice le loro proteste. 

stefano@indiscreto.net
 

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