Temi caldi
Sarri all’Atalanta, l’ombra di Gasperini
A Bergamo il passato continua a dettare il metro di giudizio. Tra automatismi da riscrivere e sconfitte, costruire un’identità diventa complicato

Alberto Dandolo/Edipress
Pubblicato il 23 ottobre 2026, 17:20
È tutta una questione di filosofia e per ora a Bergamo non l’hanno ancora capita. Mai come adesso Maurizio Sarri è in una crisi esistenziale da cui fatica a uscire perché sente intorno a lui una diffidenza comprensibile ma allo stesso tempo anche immotivata perché chi sceglie Lui e il suo Calcio poi deve anche saper aspettare.

Da Gasperini a Sarri: quanto costa cambiare calcio
Soprattutto se da nove anni l’Atalanta recitava un copione imparato a memoria, scritto e diretto da Gian Piero Gasperini: dopo un anno in cui Juric (esonerato in corsa) e Palladino (esonerato a fine stagione) avevano provato a scimmiottare il loro maestro, il club, su suggerimento del nuovo ds Giuntoli, aveva scelto di prendere una strada completamente diversa, cioè quella del 4-3-3 di Maurizio Sarri per ammirare nuovi orizzonti.
E al momento in risultati non sono certo esaltanti, anzi, più volte il tecnico toscano è finito sotto processo anche se poi è riuscito sempre a cavarsela perché i tempi di un esonero non sembravano maturi. Ma le ultime due sconfitte, a Milano contro il Milan in campionato e ad Amsterdam contro l’Ajax in Conference, hanno creato di nuovo un dibattito all’interno di una società in cui i Percassi hanno ancora il loro peso, soprattutto sulle questioni tecniche.

La rosa dell’Atalanta è adatta a Sarri?
Tre sole vittorie in Serie A (e quattro ko) rappresentano un campanello d’allarme per una squadra che non riesce proprio a dimenticare il 3-4-2-1 di Gasperini e per questo ci chiediamo perché, una volta che è stato deciso il ribaltone, la società non abbia provveduto anche al cambio di molti giocatori di una rosa che aveva imparato lo spartito a memoria. Pochi i ritocchi effettuati per Maurizio Sarri, che anche alla Lazio cercava di imporre le sue indicazioni senza mai essere accontentato dal presidente Lotito. Si vede che il suo è proprio un destino: non essere accompagnato dagli stessi dirigenti che lo scelgono.

Difesa e infortuni: dove si inceppa l’Atalanta
Sorprendono, fino ad oggi, i gol incassati dall’Atalanta: negli ultimi anni, ma in particolare a Roma, Mau aveva sempre puntato tutto sulla fase difensiva portando addirittura i biancocelesti alla finale di Coppa Italia contro l’Inter (persa senza storia). A Bergamo, invece, va tutto a rotoli anche perché ad Amsterdam, per esempio, c’erano quattro difensori centrali fuori causa per infortuni che iniziano anche a preoccupare: si trattava di Kossounou, Hien, Kolasinac e Scalvini. Basta questo per spiegare le difficoltà della squadra nerazzurra?

Il futuro di Sarri e la pazienza dell’Atalanta
La sensazione è che durante la prossima sosta per gli impegni della Nazionale, a Bergamo faranno una profonda riflessione sul futuro di Sarri con la speranza che nel frattempo i risultati siano migliorati. Mau ha un contratto di tre anni a oltre tre milioni netti a campionato: un esonero avrebbe costi eccessivi anche per un club sano come quello nerazzurro ma è chiaro che così non si potrà andare avanti a lungo.
Sarri ha parlato di buone indicazioni dopo la sconfitta di Amsterdam, maturata negli ultimi minuti, ma in realtà c’è sempre l’idea che la squadra, senza volere, viva una crisi di rigetto di fronte alle idee tattiche di Mau e ai movimenti in campo che sono completamente differenti da quelli ripetuti a memoria per anni con Gasperini, con cui è arrivato anche il clamoroso successo in Europa League. Il confronto con il passato pesa e non c’è ancora la certezza che Sarri possa sostenerlo senza perdere la ragione.
Iscriviti alla newsletter
Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail
Commenti
Loading
