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Come stanno andando gli italiani in Premier League

Paolo Valenti/Edipress
Pubblicato il 9 ottobre 2026, 20:00
Al 95’ del derby di Manchester, il 13 settembre, Bryan Mbeumo ha avuto sul piede destro il pallone del pareggio. Gianluigi Donnarumma lo ha respinto sopra la traversa, proteggendo l’1-0 di un City in dieci dal primo tempo. Il Guardian ha descritto l’intervento del portiere azzurro come una prova di classe mondiale: una parata che permette di misurare il peso di un portiere, quanto sia decisivo per le sorti della sua squadra. È forse l’immagine più positiva di queste prime cinque giornate dei dodici giocatori italiani che giocano nella Premier League 2026-27. Sette di loro sono già stati impiegati in campionato; Di Gregorio, Palestra, Savona, Chiesa e Leoni, per motivi diversi, sono ancora a zero minuti.
Calafiori e Donnarumma già decisivi
Riccardo Calafiori ha cominciato bene la stagione come dimostra l’apprezzamento arrivato dai tifosi dell’Arsenal, che lo hanno eletto giocatore del mese di agosto con il 74% dei voti. Il gol nel Community Shield e i due assist nelle prime due giornate di Premier (il cross basso per Havertz contro il Coventry e il pallone arretrato per il gol decisivo di Saka sul campo dell’Aston Villa) hanno sottolineato un inizio di annata che sembra cominciata sotto i migliori auspici. La candidatura al premio mensile della Lega ha dimostrato il livello del suo stato di forma, confermato anche dalle scelte di Arteta, che lo ha schierato dall’inizio in tutte e cinque le partite. Calafiori ha dato continuità al proprio contributo sulla sinistra, caratterizzato da una partecipazione costante alla fase offensiva. Il 3-0 subito a Brighton nell’ultima giornata ha abbassato il tono complessivo del primo bilancio stagionale, che resta comunque positivo: due assist e cinque presenze da titolare costituiscono un avvio consistente, accompagnato dal consenso dei tifosi. Anche Donnarumma ha disputato tutte le partite di Premier, contribuendo alle cinque vittorie del Manchester City. Due gare senza subire gol e cinque reti incassate ritraggono una buona partenza, nella quale spicca soprattutto il derby: l’intervento su Mbeumo è finito anche nella selezione per la parata migliore del mese di settembre. Del resto, Gigio è l’unico fuoriclasse di cui oggi la Nazionale italiana può vantarsi. La sua presenza tra i pali conferisce ai Citizens una sicurezza particolarmente utile quando la squadra perde il controllo del gioco ed è costretta a difendersi dentro l’area.
Kayode e Ruggeri cercano continuità
Michael Kayode ha cominciato sotto i migliori auspici l’annata con un gol nel 3-0 del Brentford sul Tottenham. Un esordio stagionale positivo, nel quale ha messo in luce le sue caratteristiche migliori: spinta sulla fascia e capacità di incidere in fase offensiva. È stato un inizio incoraggiante per un giocatore che offre tanta corsa e resistenza alla fatica, anche se le cinque apparizioni, quattro delle quali da titolare, hanno mostrato un rendimento meno uniforme di quanto la prima partita aveva lasciato immaginare. Contro il Sunderland ha sofferto il confronto con Angulo ed è stato sostituito all’intervallo; nella gara successiva, a Bournemouth, è partito dalla panchina. Il ritorno nell’undici iniziale contro il Chelsea, in ogni caso, indica quanto sia considerato da Keith Andrews, ma è evidente che, vista anche la giovane età, abbia ancora ampi margini di miglioramento, soprattutto dal punto di vista tecnico e della fase difensiva. Matteo Ruggeri, invece, ha seguito un percorso diverso. Arrivato all’Aston Villa dall’Atlético Madrid, nelle prime quattro giornate aveva raccolto appena 23 minuti da subentrato. Il 19 settembre ha ottenuto la prima maglia da titolare in Premier contro il Tottenham e ha giocato tutti i novanta minuti nella vittoria per 3-2 dei Villans. Una buona prestazione in una partita impegnativa, dopo settimane trascorse soprattutto ad aspettare: ha saputo sfruttare al meglio l’occasione che gli è stata concessa.
Le difficoltà del Tottenham
Sandro Tonali ha trovato subito spazio nel Tottenham di Roberto De Zerbi, che lo ha schierato titolare in tutte e cinque le giornate. Il trasferimento dal Newcastle lo ha portato al centro di un progetto ambizioso, ma due punti e nessuna vittoria hanno reso difficile il primo mese, per lui e per la squadra. Il debutto contro il Brentford è stato definito un incubo dai commentatori inglesi. Anche la sconfitta contro il Villa non è stata caratterizzata da una prestazione apprezzabile. Finora la presenza nell’undici titolare lo ha esposto più alle brutte figure della squadra che non dargli la possibilità di incidere positivamente negli schemi ipotizzati da De Zerbi. Che, comunque, mantiene la fiducia nei suoi confronti, come pure Roberto Mancini, che lo ha convocato per i match della Nations League. Per Destiny Udogie il problema principale è stato la continuità di utilizzo. Ha raccolto soltanto 87 minuti in tre presenze di Premier, con un’unica partenza dall’inizio contro il Forest. Prima della gara con l’Everton, De Zerbi ha richiamato la necessità di preservarlo dopo i problemi fisici avuti in passato. Udogie è poi rientrato in Coppa di Lega contro il Liverpool, ma contro il Villa è rimasto in panchina quando, sulla sinistra, ha giocato Robertson. La concorrenza si aggiunge alla gestione del recupero e rende difficile formulare un giudizio tecnico su questo inizio di stagione.
Ahanor e Di Gregorio aspettano la loro occasione
Honest Ahanor ha giocato una sola partita di Premier, rimanendo in campo per tutti i novanta minuti della sconfitta per 3-2 subita dal Crystal Palace contro l’Ipswich. Ma i segnali più incoraggianti sono arrivati nel 3-0 di Coppa di Lega sul Middlesbrough, che ha suscitato diversi commenti positivi. A diciotto anni, Ahanor sta cercando di accumulare esperienza. È ancora presto, quindi, per fare una valutazione più ampia sulle sue prime settimane inglesi. Diverso il discorso per Michele Di Gregorio, arrivato in Premier alla ricerca di un riscatto dopo la deludente esperienza juventina. In campionato deve ancora debuttare con il Bournemouth mentre in Coppa di Lega ha giocato nel 4-0 contro il Lincoln. È stata una prima uscita ordinata, con un carico di lavoro limitato. Finora, però, anche in Europa League la scelta è ricaduta sull’altro portiere, Petrovic. Sembra, quindi, che Di Gregorio debba lavorare bene in allenamento e farsi trovare pronto quando gli verrà data un’occasione per riuscire a ribaltare le attuali gerarchie.
Gli infortunati
Marco Palestra aveva convinto durante la preparazione estiva del Chelsea, prima che un problema al quadricipite, accusato in allenamento nei giorni precedenti l’esordio con il Fulham, interrompesse il suo inserimento. Ad oggi non ha ancora disputato una partita ufficiale anche se Xabi Alonso gli ha assicurato che troverà spazio. Impossibile, al momento, valutarlo. Anche Nicolò Savona è fermo a causa del serio infortunio al ginocchio che lo tiene lontano dai campi di gioco da gennaio. Il recupero, purtroppo, ha subito alcuni intoppi e procede lentamente: nessuno, in ogni caso, intende fare pressione sul giocatore per accelerarne il rientro. Anche per Savona il giudizio sul nuovo campionato resta sospeso fino al rientro. A Liverpool, pure Federico Chiesa è ancora senza minuti a causa del problema muscolare alla schiena accusato nel precampionato. Escluso dalla lista Champions, quando tornerà disponibile dovrà lavorare molto per convincere Iraola ad utilizzarlo più spesso rispetto a quanto non sia accaduto nelle stagioni precedenti. Da quelle parti, Chiesa non è il solo italiano a dover recuperare la condizione, visto che ha condiviso l’infermeria con Giovanni Leoni, che sta completando il lungo recupero dalla lesione al crociato subita nel settembre 2025 in Coppa di Lega contro il Southampton. Leoni ha cercato di impiegare questo periodo di stop con intelligenza, studiando l’inglese e cercando di costruire un buon rapporto con i compagni e l’ambiente in generale: in un’intervista rilasciata ad agosto, ha raccontato quanto gli siano serviti i messaggi dei tifosi in questi mesi. Per lui, il ritorno in campo non dovrebbe essere più così lontano. Anfield lo attende con curiosità e con la speranza di poter apprezzare con continuità un italiano con la maglia dei Liverpool.
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