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Liedholm e la legione dei tecnici stranieri

Nicola Calzaretta
Pubblicato il 31 ottobre 2026, 09:01
Q = QUANDO ARBITRO FISCHIA
Una delle frasi cult di un personaggio che avrebbe potuto fare l’attore. Vuyadin Boskov, invece ha fatto - con molto profitto - l’allenatore di calcio. Una stagione ad Ascoli in Serie B nel 1984, poi la Samp di Vialli e Mancini, per lo storico scudetto nel 1991. “Rigore è quando arbitra fischia”. La saggezza popolare unita a un’ironia fuori dal comune.
R = RECOR D (NEGATIVO )
È quello che detiene Daniel Passarella, già capitano dell’Argentina mundial 1978. A stagione 2001-02 iniziata, lo ingaggia il Parma. El Caudillo ha fatto già cose egregie in patria, con il River Plate. Ma nella nostra Serie A il suo impatto porta a cinque sconfitte consecutive su altrettante partite di campionato. Adios.
S = SPECIAL ONE
Si autoproclama così il più autoreferenziale degli allenatori del Terzo Millennio, José Mourinho. Partito come assistente di Bobby Robson tra Sporting Lisbona, Porto e Barcellona, dal 2000 si mette in proprio e la sua carriera decolla. In Italia arriva nel 2008. Lo prende l’Inter che con lui centra il Triplete nel 2010. Nel 2021 ritorna in Italia, allena la Roma, vincendo anche lì.
T = TANJGA
Di nome fa Miroslav, serbo di Vinkovci. È il vice di Sinisa Mihjlovic, anche lui mister straniero e anche lui rimasto in Italia ad allenare dopo avere giocato in Serie A. Tanjga fu chiamato a sostituire Mihajlovic, nei giorni della malattia del mister serbo e nelle prime cinque giornate della stagione 2022-23. Sinisa ci ha lasciato il 16 dicembre 2022.
U = UNA PRESENZA
Svetozar Popovic (Lazio, 41-42), Wilhelm Rady (Fiorentina, 33-34), Naim Kriezyu (Roma, 63-64), Ghito (Palermo, 59-60), Gregorio Perez (Cagliari, 96-97), Hugo Lamanna (Novara, 53-54) e Abdoulay Konko (Genoa, 2021-22). Sono gli allenatori stranieri che nella tabella di Transfermarket contano una sola panchina in Serie A. Carneade chi era costui?
V = VIOLINO
5 ottobre 2014, Juventus-Roma. Arbitra Gianluca Rocchi. Dalla panchina dei giallorossi, il francese Rudy Garcia contesta il direttore di gara, suonando un invisibile violino. La scena, come si direbbe oggi, diventa virale.
Z = ZDENEK
Zeman. Nipote di Cestmir Vycpalek, allenatore foresto pure lui, Juventus anni ’70, due scudetti. Zeman è un visionario, il 4-3-3 come scelta di campo, il gioco d’attacco come filosofia esistenziale. Le sigarette come compagne di vita. Un ossimoro, ma è così. Soprattutto per lui che ha combattuto il doping nel calcio.
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