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F1 Austin: Antonelli e una pole da campione

Rüdiger Franz Gaetano Herberhold
Pubblicato il 25 ottobre 2026, 12:51
Una pole sorprendente, che dimostra una volta di più come in Formula 1 ancora oggi i veri campioni sappiano fare la differenza. Dopo aver faticato nelle tre prove libere sopratutto nel terzo settore, è proprio una vera e propria magia in quel tratto di pista che consente ad Andrea Kimi Antonelli di ottenere la pole position del Gp degli Stati Uniti (diciottesima prova del Mondiale 2026) precedendo rispettivamente di 179 e di 215 millesimi le Red Bull di Max Verstappen (secondo) e di Isack Hadjar (terzo).
Una monoposto, la Mercedes W17, che nel corso delle libere (disputate con il nuovo pacchetto di aggiornamenti introdotto a Sepang) aveva palesato una buona performance nel primo e nel secondo settore (dove veniva esaltato il deployment della power unit del team tedesco), salvo però soffrire non poco nel terzo settore, dove Kimi aveva evidenziato un evidente sottosterzo, generato dal surriscaldamento delle gomme posteriori, che portava la macchina ad essere assai nervosa e a non garantire una corretta guidabilità e rotazione della stessa nelle curve più lente del Circuit Of The Americas. In diverse occasioni peraltro nel corso delle libere (proprio per risolvere questo problema) Antonelli aveva chiesto la sostituzione della barra di torsione al livello del retrotreno (con la squadra che per quanto possibile aveva provato anche a scaricare il retrotreno stesso), senza però riuscire a risolvere del tutto la situazione.

Una volta, però, arrivato in qualifica è stato Kimi stesso ad adattare il proprio stile di guida alla macchina, riuscendo a non far degradare la gomma stessa nell’ultimo settore, e, complice anche l’abbassamento delle temperature della pista (nonché l’alzarsi del vento) è riuscito (dopo i primi due settori in cui non era migliorato) ad ottimizzare il terzo settore strappando alla Ferrari il parziale record, e ad ottenere una pole position (1’34”035) assolutamente inattesa già nel primo run del Q3, dopo le difficoltà palesate nelle prove libere.

Ora l’attenzione si sposta alla gara, con il giovane pilota bolognese della Mercedes intenzionato a compiere una buona partenza al via per poi mantenere un buon passo e vincere, senza stare dietro a tutte quelle statistiche che lo vorrebbero potenzialmente già campione questo weekend ad Austin in caso di un quinto posto (o inferiore) da parte di Hamilton e di un nono posto (o inferiore) da parte del compagno di squadra Russell.

Proprio la prestazione in qualifica di Russell (sopra raffigurato) palesa a parità di mezzo il grande lavoro fatto da Antonelli, in quanto il pilota inglese (a differenza del più giovane compagno di squadra) ha fatto molta fatica al volante della W17 chiudendo in sesta posizione, staccato di ben 441 millesimi dal pilota bolognese, che a piccoli passi comincia sempre più ad avvicinarsi al suo titolo mondiale (difficile qui ad Austin, più probabile tra Messico e Brasile).

Alle spalle di Antonelli troviamo in seconda e terza posizione le Red Bull di Max Verstappen (1’34”214) e di Isack Hadjar (1’34”250). Nel caso del campione olandese (sopra raffigurato) la mancata conquista della pole position rappresenta una vera e propria delusione, perché nelle prove libere (così come nelle prime due fasi della qualifica) si era molto comportato molto bene, al volante di una Red Bull apparsa estremamente performante sul Circuit Of The Americas un po' su tutta la pista, al punto che in moltissimi vedevano il campione olandese favorito per la pole position. Una ipotesi, questa, resa ancora più evidente dal fatto che in Q2 Verstappen aveva ottenuto il miglior tempo (salvo poi scendere nelle ultime fasi al quarto posto) con un unico tentativo e sopratutto con le gomme usate nel Q1.
Nel corso del Q3, però, presumibilmente a causa dell’abbassamento delle temperature in pista e con il contemporaneo alzarsi del vento, la sua RB22 ha cominciato a scivolare, quasi come se non riuscisse più a trovare la corretta finestra di utilizzo delle gomme, con Max alla fine costretto ad accontentarsi di un secondo posto. Conoscendo, però, il campione olandese, è lecito immaginarsi che al via (con il coltello tra i denti) proverà in tutti i modi a guadagnare quella prima posizione che agognava così tanto.

Il buon stato della Red Bull è confermato dal terzo posto del compagno di squadra Isack Hadjar, autore (al contrario di Verstappen) di una qualifica in decisa crescita, dopo che nella FP3 si era lamentato via radio di non riuscire più a trovare quella macchina che tante soddisfazioni gli aveva dato nel corso della stagione corrente. Evidente il lavoro fatto prima delle qualifiche da parte della Red Bull per trovare un assetto che soddisfacesse a pieno il pilota franco-algerino, con Hadjar che in qualifica è tornato ad emergere, ottenendo come detto un terzo posto in griglia (staccato di soli 36 millesimi da Verstappen), che permetterà peraltro al team austriaco guidato da Laurent Mekies di poter giocare con due punte nei confronti della Mercedes di Andrea Kimi Antonelli, con l’obiettivo di poter consentire a Verstappen di ottenere quella che sarebbe la sua terza vittoria consecutiva.

In quarta e quinta posizione troviamo le Ferrari di Charles Leclerc (sopra raffigurato) e di Lewis Hamilton, staccate rispettivamente di 232 e 276 millesimi dal poleman Antonelli. Se nelle libere la Rossa aveva impressionato ottenendo il miglior tempo sia con Leclerc (in FP1 e FP2) che con Hamilton (in FP3) palesando tutte le sue difficoltà nel secondo settore (dove emergevano gli attuali limiti di potenza della power unit Ferrari dotata di ADUO 2), ma anche i suoi punti di forza nel primo settore nello snake e sopratutto nel terzo settore nelle curve più lente (ulteriormente esaltati dal nuovo pacchetto di aggiornamenti che sulla Rossa ha fin da subito ben funzionato) che consentivano ai piloti Ferrari di poter restare in lotta per le primissime posizioni, in qualifica la SF-26 fino al Q2 aveva ribadito queste sue caratteristiche. In Q3, però, vuoi l’abbassamento delle temperature e l’alzarsi del vento, la Ferrari ha finito con il perdere la corretta finestra di esercizio delle proprie gomme, andando così a fare più fatica sopratutto in quell’ultimo settore che fino al Q2 aveva rappresentato il suo punto di forza, a causa dell’evidente surriscaldamento delle gomme posteriori, a cui si somma anche forse un’eccessiva incidenza dell’ala anteriore (come lamentato da Leclerc in un team radio piuttosto concitato al termine delle qualifiche con il suo ingegnere di pista Bryan Bozzi).

Guardando alla gara, sicuramente la Rossa avrà le sue possibilità per poter provare a risalire la classifica, così come può guardare sicuramente con fiducia al fatto di aver concluso le qualifiche staccata di soli 53 millesimi dal secondo posto di Verstappen (e dalla prima fila) nonostante l’evidente deficit prestazionale in rettilineo. Resta però la sensazione di una grande occasione mancata, di un vero e proprio rimpianto, che Leclerc e Hamilton (con l’eptacampione del mondo inglese sopra raffigurato in crescita rispetto alla giornata di venerdì, dopo aver seguito la soluzione di assetto provata dal compagno di squadra monegasco) dovranno giocoforza mettersi alle spalle per concentrarsi sulla gara, su una pista piuttosto neutra sulle gomme come quella di Austin (dove entrambi gli assi vengono assai sollecitati), in cui la gestione gomme sarà a dir poco fondamentale.

Settima e ottava posizione per la McLaren, con Oscar Piastri (1’34”803) davanti al sopra raffigurato Lando Norris (1’35”049). Su una pista che sulla carta avrebbe dovuto esaltare i punti di forza della MCL40, il team di Woking ha ribadito una volta di più tutte le sue difficoltà derivanti dal nuovo pacchetto di aggiornamenti introdotto a Baku, fornendo una prestazione decisamente sottotono. Se il miglior tempo fatto registrare da Norris sul finale del Q1 aveva fatto ipotizzare una possibile ripresa ad opera della squadra guidata da Andrea Stella, Q2 e Q3 hanno evidenziato le difficoltà che attualmente sta attraversando il team inglese, che con Norris avrebbe potuto ambire nel Q3 al sesto posto della Mercedes di Russell in griglia se la Direzione Gara non avesse cancellato il tempo cronometrico fatto registrare dal campione del mondo uscente a causa del mancato rispetto dei track limits in curva 19, retrocedendolo così in ottava posizione.
In nona e decima posizione troviamo infine le Racing Bulls di Arvid Lindblad (che partirà dal quattordicesimo posto in griglia in virtù delle cinque posizioni di penalità inflitte al pilota anglo-indiano per la punzonatura del sesto motore termico stagionale) e di Liam Lawson, con il pilota neozelandese che è stato convinto dalla squadra a non effettuare il Q3, in quanto con la penalità di Lindblad partirà comunque dalla nona posizione, ma sopratutto potrà contare su due set di gomme soft nuove in più per la gara. Jolly, questo, che potrebbe rivelarsi utile sopratutto per quanto concerne la lotta per il quinto posto con Alpine, qualificatasi in undicesima posizione con Pierre Gasly e in quattordicesima posizione con Colapinto, con il pilota francese che in griglia di partenza guadagnerà una posizione partendo dalla decima posizione (per via delle cinque posizioni di penalità di Lindblad), e con il pilota argentino che invece partirà dal penultimo posto in griglia per le dieci posizioni di penalità inflittegli per l’utilizzo della quarta centralina elettronica stagionale (contro le tre previste dal regolamento).


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