Gp San Paolo: nel tempio di Senna

La Formula 1 approda sul circuito brasiliano di Interlagos per il Gp di San Paolo, ventesima prova del Mondiale 2026, con la Mercedes a pochi punti dal titolo costruttori
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Gp San Paolo: nel tempio di Senna
© Getty Images

Rüdiger Franz Gaetano HerberholdRüdiger Franz Gaetano Herberhold

Pubblicato il 6 novembre 2026, 14:49 (Aggiornato il 6 novembre 2026, 14:40)

Una delle piste più amate dagli appassionati, nonché dagli stessi piloti. Dopo le due gare svolte ad Austin e a Città del Messico, la Formula 1 approda in Brasile sul circuito di Interlagos per il Gp di San Paolo, ventesima prova del Mondiale 2026 di Formula 1. Una pista, quella situata tra i laghi artificiali Guarapiranga e Billings, legata indissolubilmente alla leggenda dell’indimenticabile Ayrton Senna, che proprio a Interlagos riuscì a cogliere le sue uniche due vittorie sul suolo brasiliano, rispettivamente nel 1991 e nel 1993. Se ancora oggi la gara vinta nel 1991 viene ricordata per quegli ultimi giri che Ayrton affrontò al volante della sua McLaren-Honda MP 4/6 con il cambio bloccato in sesta marcia, la gara vinta nel 1993 dal campione brasiliano viene ancora oggi ricordata per l’invasione dei tifosi al termine del Gp, con Ayrton salvato da una Fiat Tempra 16V che di fatto lo portò fino al podio. 

Così come nella precedente gara di campionato svoltasi a Città del Messico (che ha visto l’assegnazione del titolo piloti ad Andrea Kimi Antonelli) l’altitudine giocherà un ruolo importante, ma in maniera meno significativa rispetto alla tappa messicana, visti i 786 metri di altitudine della pista brasiliana rispetto ai 2300 metri del circuito intitolato ai fratelli Rodriguez. 
Anche il layout del circuito si presenta in parte differente tra Interlagos e la pista dedicata ai fratelli Rodriguez: se la pista di Città del Messico salvo il lungo rettilineo tra la linea di partenza di curva 1 e il rettilineo tra curva 3 e 4 era costituito da curve di medio-bassa velocità che potevano esaltare il turbo più piccolo della Ferrari, la pista brasiliana presenta ugualmente delle curve di medio-bassa velocità, ma caratterizzanti da una conformazione più tondeggiante e al contempo da una maggiore percorrenza, che inevitabilmente riproporrà quel limite di potenza e di velocità che l’unità motrice della Rossa sconta fin dall’inizio del campionato.

Analizzando il layout della pista, è impossibile non considerare la Red Bull come favorita, viste le curve a medio-bassa velocità caratterizzanti il circuito di Interlagos, così come il tratto di pista da curva 14 a curva 1 da affrontare in piena velocità in cui potrebbe emergere la bontà della propria power unit, sviluppata in collaborazione con Ford, con Verstappen potenzialmente candidato alla vittoria, su una pista in cui ha già trionfato nel 2019 (quando la gara aveva ancora la denominazione di Gp del Brasile), e poi nel 2023 e nel 2024, e con il team austriaco alla ricerca della quarta vittoria stagionale.

Anche la Mercedes potrebbe essere potenzialmente della partita a Interlagos, in un weekend che potrebbe dare la possibilità al team tedesco guidato da Toto Wolff di poter conquistare il nono titolo costruttori della propria storia (dopo gli otto vinti consecutivamente dal 2013 al 2021) semplicemente guadagnando almeno tre punti in più della Ferrari, alla luce degli attuali 126 punti che separano le due squadre in Classifica Costruttori.

Guardando nello specifico al weekend di Interlagos, la Mercedes per questa gara ha portato oltre all’ala anteriore utilizzata fino a questo momento (e che potrebbe tornare utile in caso di pioggia, per via della maggiore downforce generata) anche la specifica di ala anteriore già vista ad Austin, che presenta però (rispetto alla FP1 corsa sul Circuit Of The Americas) l’ultimo elemento dell’ala ritagliato (o, volendo usare un termine più tecnico, trimmato) con l’obiettivo di avere una corda ridotta e offrire al contempo una minore resistenza all’avanzamento.

Per quanto riguarda il motore, in Brasile la Mercedes non ha portato la power unit dotata di ADUO (secondo alcune indiscrezioni potrebbe fare il suo esordio a Las Vegas, e riguarderebbe il solo turbo, con Antonelli candidato al suo utilizzo e a una possibile penalità di cinque posizioni di scontare in griglia), mentre a scontare questo weekend una penalità di cinque posizioni in griglia per via dell’adozione del sesto motore endotermico stagionale dovrebbe essere George Russell.
Anche Antonelli ha rischiato molto seriamente di dover scontare una penalità di cinque posizioni in griglia già questo weekend, alla luce del problema patito negli ultimi quattro giri del Gp di Città del Messico, che non gli ha comunque impedito di finire la gara e di laurearsi campione del mondo, ma che a fine gara (una volta restituita dalla Federazione la macchina dopo i controlli di routine) è emerso in tutta la sua interezza, in quanto i meccanici Mercedes (una volta aperto il fondo) hanno trovato una massiccia chiazza d’olio dovuta a un’incrinatura della coppa dell’olio. Fortunatamente, però, Kimi aveva un numero sufficiente di componenti tra i motori già utilizzati in precedenza, motivo per il quale alla fine Mercedes non ha ritenuto opportuno sostituire l’intero motore, mandando il giovane pilota bolognese in penalità. 

Da verificare la competitività della Ferrari: se a Città del Messico grazie anche alla bontà del pacchetto degli aggiornamenti introdotto ad Austin e al turbo più piccolo la scuderia di Maranello si è ritrovata tra le mani una seria possibilità per tornare al successo (sprecata poi a causa del duello nelle primissime fasi di gara tra Lewis Hamilton e Charles Leclerc), a Interlagos la scuderia di Maranello (come già detto) potrebbe tornare a soffrire il deficit di velocità già visto per buona parte della stagione alla luce della maggiore percorrenza delle curve, che riporta di nuovo in primo piano la potenza del motore. A vantaggio della Rossa però il fatto che il circuito brasiliano sia senza il benchè minimo dubbio una pista front-limited, con la possibilità da parte della SF-26 di gestire molto bene il degrado delle gomme per quanto concerne l’asse anteriore, fortemente sollecitato a Interlagos.
Atteso poi nella giornata odierna a Interlagos il vertice tra i piloti (Lewis Hamilton e Charles Leclerc, diventato padre nella serata di martedì in seguito alla nascita della piccola Bianca, e che arriverà in Brasile giusto per la FP2) e il Team Principal Frederic Vasseur, che rappresenterà l’occasione più appropriata per ricomporre il rapporto tra i due piloti dopo quanto avvenuto nelle primissime fasi del Gp di Città del Messico, e al contempo porre le dovute basi in vista della prossima stagione.

In casa McLaren (dopo aver perso nella precedente gara di campionato a Città del Messico il terzo posto in Classifica Costruttori) si guarda con attenzione alla gara di Interlagos per provare a risalire la china, dopo il deciso passo indietro coinciso con l’introduzione dell’ultimo pacchetto di aggiornamenti a Baku. Ecco, quindi, l’introduzione non solo di alcune piccole modifiche al fondo, associate all’esordio di una nuova ala anteriore (simile a quella che verrà utilizzata nel 2027), e ad alcuni ritocchi all’ala posteriore, con l’obiettivo di riportare l’attuale MCL40 ad avere una più ampia finestra di esercizio delle gomme, e, per quanto possibile, di rendere più semplice la guidabilità della macchina sia per Lando Norris che per Oscar Piastri.

Il Gp di San Paolo è una gara speciale anche per la Haas: dopo aver allontanato fino al termine della stagione Esteban Ocon, è previsto il debutto ufficiale di Rafael Camara (già designato pilota ufficiale per la prossima stagione), e che a questo punto sfrutterà la gara di casa per cominciare a prendere la giusta confidenza con la squadra in ottica 2027.

Un cenno, infine, alle condizioni meteo: se la giornata di venerdì dovrebbe essere all’insegna del cielo nuvoloso con temperature nell’ordine dei 27-28°, sabato in occasione delle qualifiche le previsioni indicano la possibilità di temporali, con un forte vento nell’ordine dei 30-40 Km/h. Per la gara di domenica, infine, le previsioni meteo indicano la possibilità di un cielo nuvoloso, ma con temperature decisamente più fresche (nell’ordine dei 15-16°) rispetto a quelle dei giorni precedenti, con la persistenza del vento.

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