Berrettini, più Camporese che Panatta

Con la vittoria di Gstaad il tennista romano ha raggiunto la suo migliore posizione nella classifica ATP, la numero 54. Ma soprattutto ha dimostrato di essere un giocatore diverso rispetto a quasi tutti gli italiani della storia, anche quelli più forti di lui...

Berrettini, più Camporese che Panatta
© AFPS

Stefano OlivariStefano Olivari

Pubblicato il 30 luglio 2018, 19:08 (Aggiornato il 1 ago 2018 alle 11:56)

L’Italia ha con Matteo Berettini trovato il nuovo Panatta? La domanda è volutamente provocatoria, visto che stiamo parlando di un ventiduenne che a Gstaad ha appena conquistato il suo primo trofeo ATP e raggiunto nel ranking la posizione più alta in carriera, la numero 54. Poco per gridare al miracolo, molto se guardiamo al tipo di gioco di Berrettini: un tennista italiano con un servizio e un diritto così non lo si vede dai tempi non diciamo del grande Adriano, ma da quelli di Omar Camporese sì. E nella storia di altri italiani di gran livello e con un gran servizio ci viene in mente soltanto Orlando Sirola.

Dopo Camporese, che fu anche 18 ATP, il nostro paese ha comunque continuato a produrre buoni tennisti, capaci di entrare nei primi 30 del pianeta: da Gaudenzi a Fognini (13 di best ranking), passando per Furlan e Seppi, Volandri e Starace, fino ad arrivare a Cecchinato che è attualmente al numero 22. Nessuno degli ottimi giocatori citati ha però mai mostrato di essere in possesso della cilindrata, anche fisica (1,96 di altezza e una buona mobilità), del tennista romano. Che nonostante le sue caratteristiche ha vinto il suo primo torneo importante sulla terra battuta e contro un tennista solido come Bautista Agut. Da notare anche l’età: 22 anni, che nel tennis di oggi equivale ai 19 nel tennis di ieri visti i superiori requisiti anche psicologici che si richiedono a un professionista.

Senza contare i margini di miglioramento nel rovescio e nella volée, e sempre tenendo presente che il tennista romano è al primo vero anno nel circuito maggiore: la sua prima vera presenza in un tabellone ATP è stata infatti a inizio 2018 in Qatar. Poi i due turni di qualificazione superati agli Australian Open con entrata nel tabellone principale come lucky loser, la convocazione per i quarti di Davis contro la Francia (senza giocare), i due turni del tabellone principale superati al Roland Garros, sconfitto poi dal Thiem eccezionale di quel periodo, la vittoria contro Sock a Wimbledon e adesso questo exploit di Gastaad in cui ha superato senza perdere un set e senza nemmeno concere un break (!) Albot, Rublev, Feliciano Lopez e appunto Bautista-Agut, facendo il bis nel doppio in coppia con il quarantenne Bracciali. Insomma, la vetta è ancora lontana e forse mai Berrettini la raggiungerà, però il tennis italiano ha finalmente troivato un giocatore che può far sognare anche sulle superfici veloci. Pensando a Panatta, che per scelta (sbagliatissima) non puntava più di tanto su cemento ed erba ed aveva comunque un gioco molto più vario, ma anche più umilmente a Camporese.

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