L'inizio di Sinner

Il tennista italiano ha raggiunto a Wimbledon la prima semifinale in carriera in un torneo dello Slam, ma Djokovic è ancora troppo forte...

L'inizio di Sinner
© Getty Images

Stefano OlivariStefano Olivari

Pubblicato il 14 luglio 2023, 21:52

La sconfitta di Jannik Sinner non è stata quella contro Djokovic, ma che una semifinale a Wimbledon sia considerata dall’italiota generalista una mezza delusione. Eppure il quasi ventiduenne Sinner è arrivato dove nella storia del tennis italiano erano arrivati soltanto Pietrangeli e Berrettini, Berrettini anche in finale (2021, vittoria di Djokovic). Certo ci è arrivato con un tabellone fortunato: Juan Manuel Cerundolo numero 111 ATP, Schwartzman 98, Halys 79, Galan 85 e nei quarti Safiullin 92: un percorso da ATP 250, certo, ma non è colpa di Sinner se nella sua parte di tabellone Ruud e Fritz hanno deluso, Shapovalov non è quello di prima, eccetera.

Sarebbe molto facile ricordare le tante occasioni in cui Sinner ha avuto un cattivo tabellone: nel 2020 Nadal nei quarti al Roland Garros, nel 2021 ancora Nadal al Roland Garros, negli ottavi, nel 2022 Djokovic nei quarti a Wimbledon e Alcaraz in quelli degli U.S. Open: insomma, la prima semifinale in un torneo dello Slam sarebbe potuta arrivare anche prima, non è questo il punto. Il punto è che Sinner è numero 8 del mondo ed è ancora meno forte dei primissimi: non significa che li raggiungerà di sicuro, anche se è il suo obbiettivo dichiarato, ma che c’è margine per farlo. Con Djokovic ha perso 3 volte su 3, così come con Nadal, addirittura 6 volte su 6 con Medvedev, mentre meglio le cose vanno nella fascia leggermente inferiore: ha perso 5 volte su 7 con Tsitsipas e 3 volte su 4 con Zverev. Quello che legge meglio è Alcaraz, che battuto 4 volte su 7 incroci.

In altre parole ci sono sul pianeta Terra alcuni tennisti, pochi, che giocano meglio di Sinner e che di solito lo battono. Detto questo, in Italia non abbiamo il calciatore numero 8 del mondo (e nemmeno il numero 80), il cestista numero 8 del mondo (e nemmeno il numero 400), il ciclista numero 8 del mondo, eccetera. Poi c’è stata questa semifinale, e contro un fenomeno con il quale condivide lo stile di gioco Sinner non poteva che perdere, visto che Djokovic sa fare tutto meno di lui e che con Sinner può perdere soltanto in due casi: giornata no (ma è stato perfetto) e partita fuori dagli schemi di Sinner (con Cahill ci sta provando, ma non è ancora il suo terreno). Ci sarebbero i raggiunti limiti di età, ma i 36 anni di Djokovic sono davvero i 26 di uno normale. Per Sinner questa semifinale Slam è un inizio: ne arriveranno tante altre, e forse anche qualcosa in più.

stefano@indiscreto.net

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