La barzelletta del calcio in Borsa

La Consob ha messo nel mirino l'informativa al mercato di Juventus, Lazio e Roma. Dai loro bilanci si capisce tutto tranne che un piccolo dettaglio: quanti soldi vengano realmente dati a calciatori e procuratori...
La barzelletta del calcio in Borsa

Pubblicato il 5 ottobre 2010, 11:06

Sul finire degli anni Novanta l'approdo delle società in calcio in Borsa era un dogma indiscutibile, Sergio Cragnotti e quelli come lui ne erano i profeti. Il mercato, questa la tesi dei talebani della quotazione, avrebbe favorito la trasparenza dei bilanci e la buona gestione. Oltre a fornire capitali freschi e creare una proprietà diffusa. Invece, come è quasi sempre avvenuto nella storia d'Italia, il cosiddetto 'parco buoi' (cioè i piccoli risparmiatori che si fidano del funzionario della propria banca, che se fosse davvero capace farebbe il trader e non l'impiegato) ha regalato i propri soldi ai soliti furbi che hanno ceduto quote non strategiche delle aziende facendole strapagare. Il tutto con la connivenza di analisti bravi a prevedere il passato, in maniera non dissimile dai vituperati giornalisti sportivi. Adesso in Italia e in Europa per molte di queste 'sòle' si parla apertamente di delisting, cioè di uscita dalla quotazione. E non è un caso che la Consob abbia ammonito Juventus, Lazio e Roma (le tre società che in Italia sono state quotate) a più riprese. Nel 2009 l'ex presidente Lamberto Cardia aveva definito un errore la quotazione di questi club, adesso la Consob (tramite la sua newsletter e varie raccomandazioni) ha messo nel mirino la loro informativa al mercato, in particolare in materia di stipendi ai calciatori. In sostanza la commissione ha chiesto a Juve, Lazio e Roma di specificare meglio i compensi riservati sia ai calciatori che soprattutto agli intermediari. Il problema non è solo il fatto che spesso i dati siano forniti solo a livello aggregato (traduzione: dal bilancio si capisce solo quale sia il monte ingaggi lordo, ma non quanto percepisca quel calciatore o quel procuratore), ma anche che spesso sia oscura la parte variabile dei contratti stessi. A volte ancorata ad obbiettivi sportivi risibili (esempio: dieci presenze in campionato) e quindi di fatto considerabile come qualcosa di fisso. Inutile dire che la trasparenza permetterebbe di capire i rapporti fra certi dirigenti e certi procuratori, un obbiettivo che sarebbe auspicabile anche per i bilanci dei club non quotati. Tutt'altro capitolo le dichiarazioni dei dirigenti, con i relativi influssi sull'andamento del titolo. Gli amici degli amici sanno ovviamente tutto prima, creandosi così la pensione integrativa.

Iscriviti alla newsletter

Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail

Premendo il tasto “Iscriviti ora” dichiaro di aver letto la nostra Privacy Policy e di accettare le Condizioni Generali di Utilizzo dei Siti e di Vendita.

Commenti

Loading

Sport Network potenzia la sua offerta social siglando un accordo strategico con Calciatoribrutti, la community calcistica più importante di Italia

"Consolidiamo la nostra leadership nel mondo dell’informazione sportiva”, afferma Valerio Gaviglia, Direttore Generale Sport Network

Transfermarkt e Sport Network siglano una partnership strategica per il mercato italiano

Annunciato l'accordo tra la piattaforma internazionale dedicata al calcio e la media company del Gruppo Amodei