Il credito di De Napoli

L'ex centrocampista della Nazionale, accusato di bancarotta fraudolenta per il crack della Reggiana nel 2005, ha ottenuto il rito abbreviato...
Il credito di De Napoli

Pubblicato il 7 ottobre 2010, 10:47

Nei fallimenti delle società calcistiche il confine fra vittime e carnefici è molto sottile, spesso nemmeno la giustizia ordinaria riesce a dirimere questioni che hanno origine in accordi presi solo verbalmente al ristorante fra un piatto di tagliatelle e una spigola con patate. Non tutti sono Paolo Mantovani che alla Sampdoria rispettava accordi scritti su un tovagliolo (accadde per Toninho Cerezo e tanti altri). Per questo è facile dare al crack della Reggiana nel 2005 il volto di Nando De Napoli, l'unico volto famoso della vicenda: solo che l'ex azzurro della Nazionale di Vicini (ma era anche in Messico con Bearzot, uno dei pochi giovani di quella spedizione) e del Napoli più forte di sempre sostiene di essere parte lesa essendo fra l'altro stato ammesso al passivo del fallimento per un milione e mezzo di euro (a tanto ammonta il suo credito). L'unica certezza è per il momento al condanna dell'ex amministratore delegato Ernesto Foglia, che ha patteggiato in tribunale a Reggio Emilia quattro anni e dieci mesi per il crac della vecchia Reggiana dichiarata fallita il 13 luglio 2005. Foglia, imputato di bancarotta fraudolenta, attualmente fa l'antiquario a Parigi. Fra un mese e mezzo circa, quando la pena sarà diventata esecutiva, dovrà tornare in Italia e sarà affidato in prova ai servizi sociali per un anno e 10 mesi. E De Napoli? Insieme ad altri due consiglieri dell'epoca, l'ex presidente Federico Spallanzani e il dentista Claudio Zambelli, ha ottenuto il rito abbreviato che si svolgerà davanti al Gip il 4 novembre (sempre di bancarotta fraudolenta si parla). La morale? Tutti si dichiarano vittime, come è sempre avvenuto da Calciopoli alla vicenda delle fidejussioni taroccate. La morale bis? Il calcio può essere utile ad altri affari (magari anche puliti, fino a prova contraria), ma non essere l'affare da cui trarre il reddito. La morale tris? Non ci si può improvvisare centrocampisti da nazionale, ma nemmeno finanzieri.

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