Il triangolare no

17 - Per il torneo di Prima Categoria del 1905 viene introdotto il concetto, rivoluzionario, di gara di ritorno e soprattutto viene messo in soffitta il Challenge Round...
Il triangolare no

Pubblicato il 1 gennaio 2011, 03:57

Nel 1904 la FIF viene ammessa a far parte della appena nata FIFA e decide che il suo ottavo campionato debba essere qualcosa di più continuo e presente nel quotidiano rispetto alle sette edizioni precedenti. Per il torneo di Prima Categoria che si concluderà nel 1905 viene introdotto il concetto, rivoluzionario, di gara di ritorno e soprattutto viene messo in soffitta il Challenge Round. In più, visto che purtroppo le regioni sono ancora soltanto tre (Liguria, Piemonte e Lombardia), si decide di assegnare il titolo non più al termine di una finale secca ma di un triangolare. Sembra quasi una cosa seria, peccato che le squadre siano in totale sei. Anzi, a bene vedere cinque visto che il Torinese di fatto si ritira lasciando ‘sola’ la Juventus. Grande lotta fra Genoa e Andrea Doria, triangolare finale quindi fra Juve, Genoa e Milanese, che ha a sorpresa superato il Milan. Le tre finaliste si affrontano quindi in partite di andata e ritorno, con episodi da calcio d’epoca: Juventus-Genoa ad esempio viene giocata tre volte. La prima partita è annullata a causa di una rissa generale, nata da un’invasione del pubblico, la seconda per neve e solo nella terza si riesce ad arrivare alla fine con un pareggio. Girone e scudetto (ribadiamo che di scudetto in senso stretto si parlerà solo dagli anni Venti) alla Juventus, che supera di un punto (due punti per la vittoria, uno per il pari) il Genoa: decisivo il pareggio dei rossoblu contro la Milanese trascinata da Umberto Meazza, sorprendente perché è il primo anno che fa calcio. Nata come polisportiva, con il ciclismo come sport principale, ha inglobato la sezione calcio della Mediolanum (da lì appunto Meazza) e nel 1928 sarà obbligata da alcuni gerarchi fascisti a fondersi con l’Inter per formare l’Ambrosiana. Tornando a quella Juventus campione d’Italia, successo confermato anche nella Seconda Categoria, scorrendone la rosa salta subito all’occhio la svolta. Pochi stranieri (tre: un inglese, uno scozzese e uno svizzero), il calcio italiano sta scivolando verso l’autarchia proprio mentre sta conquistando pubblico. (17-continua) Stefano Olivari stefano@indiscreto.it

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