I controllori del fair play finanziario

Ne parlano tutti, quasi sempre per giustificare il pessimo calciomercato del proprio club o per aggiungere qualche riga ad un articolo su Michel Platini: ma quando partirà, in pratica, il fair play finanziario della UEFA? Al di là dei dettagli, il vero problema è che il controllo sarà a cura delle federazioni nazionali...
I controllori del fair play finanziario

Pubblicato il 12 gennaio 2011, 12:32

Ne parlano tutti, quasi sempre per giustificare il pessimo calciomercato del proprio club o per aggiungere qualche riga ad un articolo su Michel Platini: è il mitico fair play finanziario, attraverso cui la UEFA proverà a ridurre gli squilibri fra i club. Ma quando partirà, in pratica? Tutti i club che vogliono partecipare alla coppe europee dovranno pensarci dalla prossima stagione, per evitare problemi nel 2014. Su un periodo di tre anni i club non dovranno accusare un deficit cumulato superiore ai 5 milioni di euro, quando la riforma entrerà a regime. Nelle prime stagioni questa cifra potrà toccare i 45 milioni (dal 2018 non si potranno superare i 30 milioni) solo in caso di versamento (effettivo, non fidejussioni tarocche) da parte degli azionisti. Inoltre non vi dovranno essere arretrati sugli stipendi, sui contributi sociali ai giocatori e agli impiegati dei club così come nel versamento delle somme per i trasferimenti. Dal computo finanziario sono esclusi gli investimenti a lungo termine, cioé quelli per le infrastrutture o la costruzione di uno stadio di proprietà, nonchè gli investimenti nel settore giovanile. Le nuove regole entreranno in vigore dalla stagione 2013-2014, basandosi sui bilanci dei due anni precedenti. Dall'anno successivo verrà preso in considerazione il triennio precedente. Il controllo sul pagamento degli arretrati degli stipendi o per i trasferimenti inizierà nel giugno 2011. Le prime esclusioni dalle coppe europee per mancato rispetto delle regole del fair-play finanziario potranno essere decise dalla stagione 2014-2015. Ma chi controlla? Questa è la vera domanda...La risposta è: le federazioni nazionali, che trasmetteranno i dossier alla commissione di controllo finanziario dei club presieduto dall'ex primo ministro belga Jean-Luc Dehaene. Dopo l'esame la commissione può trasmettere il dossier alla Disciplinare dell'Uefa con proposta di sanzione. Un ricorso è possibile presso il Giurì di appello dell'Uefa ed, in ultima istanza, presso il Tas di Losanna.

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