Barzelletta bianconera

Barzelletta bianconera

Pubblicato il 1 marzo 2011, 13:00

Sulla passerella allestita al vecchio Comunale, dal 2006 ad oggi – Blanc, Cobolli e Secco prima, Marotta e Paratici poi - hanno presentato le loro collezioni primavera-estate-autunno-inverno. Beninteso con il patrocinio dell'algido ingegnere sotto tutela. Una sfilata di bidoni mai vista nella storia della Juve. Dallo spaurito Almiron, giunto a Torino con l'espressione di uno che ha appena visto la Madonna o Raffaella Carrà - tanto è uguale; al portoghese che si è perso subito nei meandri del nulla - provate voi a cercare un Tiago nel pagliaio; fino a Molinaro, l'uomo più detestato dall'ENPA, dato che i suoi cross hanno abbattuto in due anni almeno quindici specie di uccelli. Per poi passare all'attaccante nato per caso a Crotone, quando la sua città d'origine avrebbe dovuto - e potuto essere - Carrara. Per via dei piedi di marmo. E per non parlare del brasiliano pseudo-italiano che tratta il pallone come fosse uno shampoo. Con la "sottile" differenza che lo shampoo gli arriva in testa, il pallone mai. E via continuando col centrocampista rissoso e irascibile come Braccio di Ferro, ma costato molto più di un barattolo di spinaci. A Firenze si staranno ancora sbellicando. E che dire dello sciagurato Grygera, più inutile della seconda voce nelle telecronache? Oppure Grosso, la cui agilità ricorda tanto la Cariatide di alanfordiana memoria, al netto però della simpatia? Sorvolando su Martinez Cico Lopez Cayetano, che non è il miglior amico di Zagor ma il fedele alleato degli avversari della Juve. E vogliamo dibattere di Bonucci, uno che pensa di essere Beckenbauer quando non vale nemmeno il peggior Legrottaglie? Oppure su Aquilani, regista con la personalità e il carisma di Charlie Brown? Stendendo un velo più o meno pietoso su Pepe (nazionale italiano, detto tutto), Motta, Rinaudo e la restante pattuglia di mestieranti del pallone di stanza a Vinovo. Purtroppo questa squallida sfilata sembra destinata a durare ancora parecchio. Almeno fino a quando, in corso Galfer, non cambierà lo stilista. PS A Oporto avevano capito tutto fin da subito. Chapeau.

(a cura di Renato La Monica – Magazine bianconero)

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