Senza Barcellona e senza seconda voce

Real Madrid-Barcellona di Champions ha dimostrato che a volte il telecronista unico è meglio e che tutti i record sono battibili. La RAI ha conquistato quello di vittima del primo silenzio stampa sportivo internazionale...
Senza Barcellona e senza seconda voce

Pubblicato il 28 aprile 2011, 10:56

Serata tesa, serata di calci prima e di calcio poi, fino alla perla di Messi, che ha chiuso molti discorsi. Insomma, Real-Barça di ieri sera. Che dal punto di vista televisivo merita due volanti annotazioni. La prima è che Cerqueti va molto meglio da telecronista unico, come ieri su Raidue, senza una inutile seconda voce che lo azzoppa con scontati commenti tecnici (difficile che non siano scontati, col parterre che si ritrova la Rai). Così invece ha avuto molto più ritmo, sostenendo anche un primo tempo fiacco fino alla noia. Però una palla al piede l’aveva: Fabrizio Failla a bordo campo. I suoi primi due-tre interventi sono stati precisi e puntuali, e iniziavamo a preoccuparci. Che stava succedendo? Poi, dal 25’ circa in poi è stato imbarazzante come ogni volta la prima frase di Failla fosse la notazione che quello che Cerqueti aveva appena detto dandogli la linea era «perfetto» o addirittura «semplicemente perfetto». E allora ci siamo rasserenati. Anzi lì abbiamo capito che il Barça avrebbe vinto: perché il mondo stava tornando a girare per il verso che avevamo conosciuto, le cose riprendevano ad andare secondo il loro senso logico e naturale. La seconda osservazione è sul dopo-gara. E non parliamo della conferenza stampa di Mourinho, che magari meriterà un post a parte, ma sull’apparizione di un rammaricato Carlo Paris che comunicava imbarazzato allo studio di Roma che nessuno del Barcellona avrebbe parlato con lui. Il club è ancora arrabbiato con Rai Sport che il 1° aprile ha trasmesso un’intervista a Guardiola che annunciava: «Credo che il mio periodo al Barcellona stia finendo». Intervista non smentibile essendo in tv, ma a quanto ha spiegato Paris realizzata qualche tempo prima della messa in onda. Un pesce che il Barça non ha gradito, temendo chissà che strumentalizzazione (tra l’altro l’intervista era chiara: Guardiola diceva che sarebbe restato un altro anno e che poi sarebbe dipeso dalla società più che da lui). Morale, silenzio stampa contro la Rai. A nostra memoria, il primo a livello internazionale: di solito le ritorsioni restano dentro i confini di Stato. Dobbiamo aspettarci prossimamente l’Inter contro la Cnn, il Milan contro il New York Times e la Juve contro Al Jazeera? Livio Balestri telecommando@hotmail.it

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