La sociologia di De Laurentiis

La sociologia di De Laurentiis

Pubblicato il 27 novembre 2011, 23:14

Hanno prima svaligiato la casa di Cavani. Poi hanno rapinato la moglie incinta di Hamsik. L'unico del tridente delle meraviglie immune ai trattamenti della malavita napoletana sembrava Ezequiel Lavezzi. Ieri notte è stata colmata anche questa lacuna. A farne le spese è stata fidanzata del Pocho, Yanina Screpante, che nella notte tra sabato e domenica, intorno all'una, è stata rapinata di un prezioso Rolex. Diversa è stata però la reazione. Yani a differenza delle colleghe wags non ha subito in silenzio, ma si è sfogata su twitter scrivendo in spagnolo: «E poi dicono che in Argentina c'è insicurezza....Napoli città di mer....mi hanno rubato l'orologio a mano armata!». Al che un tifoso le ha subito risposto: «Napoli non è una città di m.... Poteva succederti ovunque. Modera le parole. Solo a Napoli il tuo fidanzato è un Dio». E lei di rimando, sempre in spagnolo: «Non mi importa, se mi succede qualcosa, il mio fidanzato se ne va da qua. E io non voglio essere un Dio!». I tweet sono stati postati nella notte, e poi rimossi. La modella argentina, 27 anni, si trovava in auto in via Petrarca, nella zona più elegante del Vomero, e con lei c'era un'amica. Stavano chiacchierando sotto casa di una delle due, quando sono state avvicinate da due balordi. Sotto la minaccia di una pistola Yani ha dovuto consegnare l'orologio. Quindi, tornata a casa, ha riversato su twitter la propria rabbia. La tifoseria napoletana non ha gradito molto, e non tanto per le offese alla città quanto per la minaccia di «portarsi via» il Pocho, colonna della squadra. Sui forum sono esplose intere catene di Sant'Antonio di insulti e proteste all'indirizzo della fidanzata di Lavezzi. Al punto che la stessa Yani nella tarda mattinata di domenica ha fatto un passo indietro: «Chiedo scusa a tutta la città di Napoli, il mio è stato lo sfogo di una ragazza impaurita, terrorizzata, dopo una rapina con una pistola in faccia. Vorrei dire anche se mi capitava in Argentina in quel momento avrei scritto lo stesso». Il dietrofront ha avuto luogo sempre su Twitter: «Napoli e napoletani - ha scritto la modella - vi chiedo di comprendere il mio sfogo, non potrei mai odiare o sparlare di un città così bella.....Saluti». Controcorrente, come spesso gli capita, il presidente del Napoli De Laurentiis. La colpa per lui non sarebbe né della microcriminalità né tantomeno della città violenta. Ma della crisi: «In un clima di recessione (non è consigliabile ndr) andare in giro con grandi macchine e Rolex, tra l'altro in città dove si sa che questi vengono rubati». Il presidente ha spiegato ai microfoni di RaiSport che i calciatori e i loro familiari «credono di essere riconosciuti mentre è molto difficile che ciò avvenga quando si è in auto. Forse non sono diventati abbastanza napoletani». (...) Antonio Castaldo per Corriere.it Link alla versione completa dell'articolo

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