Sergio Buso, imperturbabile in pubblico, guascone in privato

Sergio Buso, imperturbabile in pubblico, guascone in privato

Pubblicato il 27 dicembre 2011, 17:58

Alla vigilia di Natale, all’età di 61 anni e dopo una lunga sfida contro la leucemia aggravatasi nell’ultimo mese, è morto a Taranto, circondato dall’affetto della moglie Sonia e delle due figlie Silvia e Giulia, Sergio Buso. Come calciatore, è stato portiere di Padova, Bologna, Cagliari, Novara, Taranto, Teramo, Pisa, Mantova e Lucchese. Dal 1987 aveva iniziato invece la carriera di allenatore che l’aveva portato, con alterne fortune e con vari impieghi, sulle panchine o come componente dello staff tecnico della Lucchese, del Taranto, del Modena, del Trento, del Foggia, del Bologna, del Venezia, del Napoli, della Reggina, della Fiorentina e del Catanzaro. Dal 2006 al 2008 è stato anche vice ma soprattutto collaboratore tattico di Roberto Donadoni in Nazionale nel post-Lippi. Allenatore che ha seguito al Napoli e al Cagliari, una volta esauritasi l’esperienza azzurra. Famose le sue analisi tecnico-tattiche che forniva, tra il primo e il secondo tempo, all’ex Ct dell’Italia. L’ex presidente del Bologna, Giuseppe Gazzoni Frascara lo definì la “Treccani del calcio” per sintetizzare le sue qualità di profondo conoscitore e studioso del mondo del pallone. Qualità che tutti i suoi colleghi e non gli hanno sempre riconosciuto pur non avendo mai guidato squadre di altissimo livello e per questo mai diventato famosissimo agli occhi del grande pubblico. Al di là delle sue indiscusse qualità professionali, Sergio Buso è sempre stato considerato una persona per bene, dall’animo gentile, seria e rispettosa degli altri. E per questo motivo stimato e adesso rimpianto da tutti. Rispetto a quello che sembrava nel lavoro dove appariva imperturbabile, serio e ombroso, nel suo privato Buso era una persona ironica, divertente e guascona. Oltre ai suoi pregi di uomo e di serio professionista, tra le tante eredità di Buso, anche il suo lavoro definitivo sulla preparazione dei portieri. Lavoro che, dal prossimo anno, farà parte del materiale didattico dei prossimi corsi per allenatori di Coverciano. Una decisione maturata dai responsabili didattici della Federcalcio prima degli ultimi eventi umani che hanno portato alla prematura scomparsa dell’ex portierone para rigori. Una decisione che manterrà viva la memoria e i preziosi lavori della“Treccani del calcio”. Pier Paolo Cioni

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