L’inaccettabile Galliani

L’inaccettabile Galliani

Pubblicato il 3 aprile 2012, 12:00

Il gol-non gol di Robinho a Catania è un vero spot contro la tecnologia applicata al calcio, perché dopo il centesimo replay e il duecentesimo fermo immagine da più angolazioni diverse non abbiamo certezze in alcun senso. Non abbiamo quelle espresse dal capo dell'Aia, Marcello Nicchi, sul non gol (anche se è lo scenario che ci sembra più realistico, visto che del pallone conta la proiezione e non il fatto che tocchi o non tocchi la linea di porta), tantomeno abbiamo quelle dell'amministratore delegato del Milan Adriano Galliani che in base a una foto sgranata su un cellulare ha messo in piedi quel circo mediatico che da 26 anni è la specialità della casa quando la squadra è in affanno. Detto questo, meglio sbagliare facendo (con strumenti tipo il famoso 'occhio di falco' del tennis, che costerebbe 50 mila euro a campo: meno di un quinto di una rizollatura), che rimanendo fermi ad assistere a discussioni senza uno sbocco. Di sicuro questa situazione di incertezza favorisce chi è in grado, per proprietà dei media o condizionamento del mercato pubblicitario (che conta più della proprietà dei media), di fare la voce più grossa. Non è un caso se alla base di ogni discussione, senza necessariamente essere milanisti (addirittura è rimasto sul dubitativo anche Marotta...), è passata nell'immaginario collettivo l'equiparazione fra il gol non concesso a Muntari contro la Juventus (questo sì clamoroso) e la situazione molto dubbia di Robinho (e Marchese, visto che l'intervento sulla linea è suo) a Catania. Benzina nel motore del vittimismo, secondo il più scontato dei 'piangi e fotti'. Con un corollario di culto, come la discussione sul presunto taroccamento della foto dopo che era stata pubblicata sul sito ufficiale del Milan con il titolo 'Inaccettabile'. Di inaccettabile c'è solo l'arroganza. E per manipolare le menti non occorrono sofisticate tecniche di comunicazione, basta uno schieramento di truppe cammellate (e non pagate, ormai in tivù quasi tutti vanno gratis) in ogni trasmissione spazzatura. Twitter @StefanoOlivari

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