Stacchi e il crack del 1971

Pubblicato il 20 dicembre 2012, 19:00

I club di serie A sono sull'orlo del fallimento: l'avete già sentita, vero? Il 20 dicembre 1971 il presidente della Lega Calcio, Aldo Stacchi, invita le società di serie A e B, durante un'assemblea generale straordinaria (durata: sette ore) in Lega a Milano a rendersi conto del pericolo. Tra i provvedimenti indicati da Stacchi come necessari ci sono un severo controllo amministrativo, la guerra ai compensi sottobanco, la contabilità centralizzata. Alla riunione presenti i componenti di una imprecisata 'commissione di studio', fra i quali il futuro presidente federale Sordillo (proprio il Sordillo del Mondiale 1982), oltre al presidente federale in carica Artemio Franchi (proprio quello degli stadi di Firenze e Siena). Tutti sono concordi nel dire che il calcio italiano è sull'orlo del fallimento, Stacchi minaccia le dimissioni, vengono rese pubbliche le cifre: un miliardo (di lire, però) di nuovi debiti nel 1971, che ha portato il debito in aggregato a circa 35 miliardi (in media circa uno a squadra, quindi). Molti presidenti parlano della necessità di porre un tetto agli ingaggi, il salary cap non esiste ancora nella NBA (arriverà solo nel 1984) ma in Italia già se ne parla. Siamo avanti, anzi avantissimo. Il patrimonio giocatori è valutabile in 45 miliardi, i capitali sociali investiti direttamente ammontano a 12 miliardi e 960 milioni. Fa impressione leggere, con gli occhi del 2012, le conclusioni di Stacchi: "Con la contabilità centralizzata il sottobanco non potrà più essere inserito o mascherato nelle voci della contabilità stessa. Non si dovrà pagare la ricchezza mobile ai giocatori né dare superpreml quando non c'è corrispettivo d'entrata. Abbiamo raccomandato di controllare in maniera drastica le evasioni. Mezzo miliardo di incasso verrà ripartito da una società come segue: 70 per cento al mantenimento della squadra ed il restante 30 per cento verrà destinato alla qopertura di ammortamenti, dedicando II 25 per cento al rinnovamenti (campagne acquisti) ed il 5 per cento alle spese generali. La parte di incasso che supererà il mezzo miliardo potrà essere utilizzata solo nella misura del 50 per cento. Il pagamento delle mediazioni non avrà collocamento nella contabilità. Il dirigente che intende avvalersi del mediatore lo farà pagando di tasca propria". Le cose sono andate diversamente, però onore a Stacchi che aveva indicato la cura giusta prima ancora che arrivasse la malattia. Inutile dire che le dimissioni non ci furono e che solo due anni dopo la Lega cambiò presidente, quando al vertice salì un certo Franco Carraro.

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