L’importanza di Ferguson

L’importanza di Ferguson

Pubblicato il 10 dicembre 2013, 10:30

Alex Ferguson rischia da pensionato di essere eletto allenatore dell'anno dalla FIFA, di sicuro è nella terna (insieme ai finalisti dell'ultima Champions Heynckes e Klopp) dalla quale il 13 gennaio uscirà il vincitore della quarta edizione del premio: nel 2010 vinse Mourinho, nel 2011 Guardiola, l'anno scorso Del Bosque. E' evidente che l'importanza di Ferguson, come del resto quella di chiunque altro, si capisca pienamente solo quando non c'è. Un Manchester United sostanzialmente uguale a quello dell'anno scorso è sotto la gestione Moyes precipitato ai livelli di metà anni Ottanta, quando Ferguson dopo i successi con l'Aberdeen e il Mondiale messicano con la nazionale scozzese prese in mano (dopo l'esonero di Ron Atkinson) una squadra che all'epoca era una nobile decaduta e la ricostruì dandole una continuità di risultati incredibile. Gli è stato lasciato il tempo di lavorare e di ringiovanire la squadra, è vero, ma da quando hanno iniziato a ri-vincere in Premier League (stagione 1991-92), mai i Red Devils hanno tenuto un piazzamento inferiore al terzo posto (nell'arco di 22 anni 13 titoli, 6 secondi posti e 3 terzi!) nel torneo più importante del mondo. E tutto questo spendendo a volte come i concorrenti e molte più volte meno dei concorrenti, senza mai riuscire ad acquistare un fuoriclasse all'apice della sua parabola (Cristiano Ronaldo arrivò a 18 anni, lo stesso Rooney, pur strapagato all'Everton, è diventato Rooney sotto la guida di Ferguson) e senza mai riuscire a fare superofferte a chi voleva andarsene (Beckham, Van Nistelrooy, lo stesso CR7). Per parlare di un giocatore che funziona in un solo ambiente si fa sempre l'esempio dell'Ajax, ma cosa sarebbero stati senza Ferguson i fratelli Neville, Butt, Scholes, o addirittura Giggs? E anche giocatori che lui ha preso già 'fatti' non ci sembra che altrove siano stati ai livelli raggiunti nello United: da Ince a Cantona, da Roy Keane a Solskjaer a Rio Ferdinand passando per mille altri. Ricordando i colpi record, forse solo con Veron (e con Anderson, anche se lì a causa di infortuni) le cose non hanno funzionato. Ferguson invece ha funzionato sempre, dando a rose di livello medio-alto la convinzione di essere di livello altissimo. Un po' come fece Julio Velasco con l'Italia del volley, solo che nel calcio il rispetto da parte degli avversari è molto più difficile da ottenere. Ferguson l'ha ottenuto e non da ieri.

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