Il primo Mondiale di Cassano

Pubblicato il 17 marzo 2014, 11:04

Antonio Cassano in Nazionale! Schiavi dell'ultima, forse anche della penultima impressione, oltre che delle page view sui nostri articoli, mettiamo nero su bianco un sentimento popolare che non si notava dai tempi di Baggio. Perché se il miglior Cassano si colloca in un piano inferiore rispetto al miglior Baggio (quello degli ultimi due anni di Fiorentina e dei primi tre di Juventus), il suo posto nell'immaginario calcistico è al pari di Baggio quello dei senza maglia e senza bandiera. E non certo per mancanza di occasioni: poco rimpianto alla Roma, al Real Madrid, alla Sampdoria, al Milan e all'Inter, nessun sistema mediatico trova conveniente in termini editoriali perorare la sua causa. Per questo Cassano raccoglie un tifo trasversale, quello che quando finalmente (per il suo bene) se ne andrà dall'Italia raccoglierà anche Balotelli e di cui godeva, anche se per motivi diversi, Baggio. I precedenti di Cassano in grandi manifestazioni li conoscono tutti: discreto Euro 2004 nella parte del 'giovane' con Trapattoni, discreto Euro 2008 come promessa solo parzialmente mantenuta proprio con il Donadoni che adesso lo allena al Parma, buonissimo Euro 2012 con Prandelli, sempre da titolare e spesso decisivo. Mai un Mondiale perché per i 'suoi' 2 Mondiali utili l'Italia era guidata da Lippi, che non lo ha mai davvero considerato (anche se all'inizio della sua gestione lo ha qualche volta convocato). Il punto è: a 32 anni, dopo tutti i problemi fisici e quelli con qualsiasi tipo di ambiente, un giocatore-personaggio del genere può essere utile a Prandelli in Brasile? Usciamo dalle statistiche (11 gol e tanti passaggi illuminanti) e dall'impressione che Cassano dà in campo (quella di gestirsi, per usare un eufemismo, accendendosi solo quando lo decide): cosa potrebbe dare Cassano a una squadra comunque forte anche senza di lui? I calci piazzati li battono meglio Pirlo e Balotelli, i gol possono farli in tanti e quasi tutti più giovani e tonici di lui (all'Italia le seconde punte e gli attaccanti esterni non mancano: da Cerci a Immobile a Insigne), quello del rifinitore puro non è un ruolo previsto dal c.t. che si fa trascinare in questi discorsi solo perché lasciare una porta aperta a Totti o allo stesso Cassano porta buona stampa. Insomma, le possibilità di vedere Cassano in Brasile non sono moltissime, ma senz'altro ci sono. Anche se va detto che chi gioca nel Parma non ha eserciti che possano combattere per lui, mentre Baggio almeno qualche giornalista fedelissimo lo aveva. Cassano è però un colpo che Prandelli ha in canna, da uomo intelligente (anche troppo) il c.t. sa che toglierebbe pressione al resto della squadra e darebbe un'alternativa a partita in corso a lui.

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