Napoli, ridimensionamento in pay-per-view

Napoli, ridimensionamento in pay-per-view

Pubblicato il 11 agosto 2014, 10:40

Il pre-campionato tristarello di quasi tutti i club italiani con un minimo di ambizione non ha dato grandi indicazioni sul futuro, legato com'è a colpi ancora possibili (a patto che siano scarti gratis o quasi gratis di altri campionati, con diritti di riscatto del tutto teorici), ma in mezzo a esilaranti professioni di ottimismo ha fatto almeno girare il tassametro fra ingaggi e diritti televisivi. Anche se troviamo incredibile che esista in Italia, dove il calcio vero non manca, qualcuno disposto a pagare per vedere un'amichevole in televisione: insomma, crediamo di più ad un San Paolo semi-pieno per l'amichevole con il Paris Saint-Germain di Cavani & Co. che ad uno strepitoso successo della vendita in pay-per-view a 10 euro (Sky e Mediaset Premium). Ma questi sono dettagli... il discorso sul Napoli è interessante perché Aurelio De Laurentiis sta mettendo addosso a Benitez una pressione incredibile, dopo avergli messo a disposizione una squadra oggettivamente peggiorata rispetto a quella che la scorsa stagione è arrivata terza in campionato vincendo la Coppa Italia e facendo da comparsa (ma giocando discretamente) in Europa. Non si è ritenuto opportuno il riscatto di Reina, una certezza in porta oltre che fedelissimo di Benitez, che se ne è andato a chiudere la carriera facendo il vice di Neuer al Bayern Monaco. Il centrocampo ha perso Behrami, comunque ultimamente mai decisivo, senza registrare arrivi di qualità: se il Liverpool si metterà una mano sul cuore (ma perché dovrebbe?), Lucas Leiva sarebbe abbordabile. In attacco si può solo pregare che Higuain, che ha manifestato qualche segnale di scontentezza, non si faccia male. Conclusione? La Juventus non è peggiorata, la Roma è migliorata, mentre in una logica da scudetto il Napoli è fermo. Proprio quando sarebbe il momento di tirare fuori i soldi veri, con il grande traguardo a portata di mano in una serie A depressa, De Laurentiis sceglie il ridimensionamento. Avrà i suoi buoni motivi, primo fra tutti quello che un appassionato di cinema devi comunque convincerlo ad andare al cinema, proponendo film interessanti, mentre quello di calcio si fa in sostanza andare bene tutto. Twitter @StefanoOlivari

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