Manchester United come gli altri

Manchester United come gli altri

Pubblicato il 3 settembre 2014, 12:07

Cosa è successo al Manchester United? La risposta è banale: è bastata una stagione senza Alex Ferguson per diventare una società e una squadra come tutte le altre, a parità di budget. Non che l'uomo che per 27 anni, dal 1986 al 2013, sia scomparso. È sempre nell'orbita del club dei Glazer (il cui patriarca è di recente scomparso), al punto che la scelta l'anno scorso di Moyes gli è stata imputata, è ambasciatore UEFA e mille altre cose,  solo i 73 anni lo mettono al riparo dall'essere indicato per il dopo Van Gaal nel caso la situazione precipitasse. La crisi di una delle tre squadre più seguite del mondo, incrociando le varie rilevazioni (le altre due sono Real Madrid e Barcellona), non fa notizia tanto per i risultati, visto che a ogni grande club capitano periodi di transizione, quanto per il cambio di paradigma. Il Man U è infatti diventato un top club come gli altri, che alle prime difficoltà reagisce acquistando figurine. Che magari sono, come spesso sono, grandi giocatori ma che vengono ingaggiati proprio in quanto figurine. L'esempio di Radamel Falcao è macroscopico, perché da settimane il colombiano voleva lasciare Monte Carlo, ma solo dopo il disastroso inizio di stagione Van Gaal ha dato mandato di prenderlo. È non certo gratis, in stile italiano, ma per una somma tuttora non chiara ma vicina agli 8 milioni di euro per il solo prestito annuale (per il riscatto si veleggia intorno a quota 60). Il tutto avendo già in attacco Rooney e Van Persie, per quanto l'olandese abbia problemi fisici, e un Di Maria ancora da inserire tatticamente in un modulo che per la prima volta nella storia professionale di Van Gaal non è così scontato. Fra Rojo e Shaw, in concorrenza, Herrera e il pompatissimo Blind la squadra è stata stravolta rispetto a quella dell'anno scorso e di certo non nella direzione del recupero di un'anima britannica. Conclusione? Nella mitica Premier League non sono messi meglio della vituperata Italia, quanto a tutela della propria identità (quegli stadi silenziosi come chiese fanno venire voglia di spaccare il televisore), ma hanno più soldi da spendere: il mercato dei soli Red Devils vale, come movimentazione totale, due terzi di quello dell'intera serie A. Ma non è molto più intelligente.

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