2015 Fuga dalla FIFA (e dalle nazionali)

2015 Fuga dalla FIFA (e dalle nazionali)

Pubblicato il 23 gennaio 2015, 11:25

Dirigenti di grandi club, che per il quieto vivere non si espongono, sostengono in privato che fra 10 anni il calcio per nazionali non esisterà più. O nella migliore delle ipotesi sarà molto più marginale di quanto già non sia oggi, con buona pace di Platini e della sua Nations League. Di certo viene ritenuto sempre meno interessante dagli sponsor, se paragonato al calcio europeo di club. Non è un caso che ben cinque grandi sponsor della Coppa del Mondo abbiano annunciato la loro intenzione di lasciare Blatter al suo destino: gli ultimi tre sono Castrol, Continental e Jonhson& Johnson, che si sono aggiunti a Sony ed Emirates (non proprio il pizzicagnolo, quindi), nella volontà di non proseguire il rapporto con la FIFA. Che dai suoi partner commerciali, televisioni escluse, incassa circa 400 milioni di euro ogni anno. Non crediamo che l'immagine della FIFA sia peggiorata negli ultimi anni, l'era Havelange è stata per molti versi più discutibile di quella Blatter e la stessa era Blatter ha conosciuto scandali più pesanti di quelli degli ultimi tempi (basti pensare al caso ISL), ma nessuno ha mai pensato di scendere dal carro del Mondiale se non per problemi finanziari suoi. Adesso, con all'orizzonte Russia 2018 (non a caso Putin ha 'consigliato' a Gazprom di sponsorizzare l'evento) e soprattutto il terrificante Qatar 2022 con gli spettatori-figuranti (uno sbocco interessante, del resto già adesso si guadagna di più come pubblico che come giornalisti), la situazione in chiave terzomondista (e quindi con le nazionali poste su un piano superiore rispetto ai club) non potrà che peggiorare. Soprattutto se in maggio Blatter sarà sconfitto dal giordano Ali Bin Al Hussein che è sostenuto, fra gli altri, anche dalla UEFA. I fautori della superlega europea, tacitati fino al 2018 dai contratti in essere ma sempre in cerca di un pretesto per la secessione, quasi se lo augurano. Fosse per loro e per alcuni loro dirigenti dalla cresta facile, la scherzosa auto-candidatura di Mino Raiola a presidente FIFA non sarebbe una battuta. Twitter @StefanoOlivari

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