Qatar 2022 e la faccia di Platini

Qatar 2022 e la faccia di Platini

Pubblicato il 26 settembre 2015, 17:49

La magistratura svizzera che finalmente si interessa di Josef Blatter e in parte, ma su un piano diverso (non è indagato) anche di Michel Platini ha un po' oscurato la notizia che grazie a questi due fenomeni il calcio europeo dovrà buttare via una stagione, quella 2022-23, ma forse anche quella precedente per sistemare i calendari di modo che il Mondiale possa giocarsi dal 21 novembre al 18 dicembre del 2022. Significa interrompere campionati e coppe almeno un mese prima, senza contare le ricadute sul dopo. Comunque tutto sembra così lontano, visto che non sappiamo nemmeno chi sarà il c.t. azzurro dopo l'Europeo, che nessuno si preoccupa. Platini è entrato a pieno titolo nel fango non per per Qatar 2022, per la cui assegnazione si era speso tantissimo, ma per due milioni di franchi svizzeri pagatigli dalla FIFA nel febbraio 2011, come compenso per lavori svolti da fra il 1999 e il 2002, quando dopo l'organizzazione di Francia '98 era diventato una sorta di superconsulente di Blatter oltre che suo delfino. Quindi Platini avrebbe aspettato nove anni per avere compensi di sua spettanza? Nemmeno in Italia, terra promessa dei 180 giorni fine mese data fattura, si paga così in ritardo... Non occorre essere dietrologi per collegare questo 'bonus' al sostegno che la UEFA di Platini proprio nel 2011 diede a Blatter per la sua rielezione: vedremo Platini come ne uscirà, perché magari queste cifre dal punto di vista legale sono giustificate da un regolare contratto ma da quello politico segnano la fine della sua immagine di ex calciatore che con la forza della sua immagine e delle sue idee è riuscito a prevalere sui burocrati che governano lo sport. In estrema sintesi: Blatter, che fino alle elezioni del prossimo 26 febbraio sarà in sella alla FIFA americani permettendo, potrebbe inguaiare ulteriormente quello che è lo stra-favorito come suo successore o, meglio ancora, costringerlo a venire a patti con lui preparandogli un'uscita di scena onorevole e soprattutto a prova di magistratura. Non è un inedito, nella storia della FIFA, visto che con Havelange e Blatter funzionò esattamente così. Certo è che, comunque vada a finire, sarà difficile guardare Platini con gli stessi occhi di qualche settimana fa. Che poi la corruzione sia alla base dell'assegnazione dei grandi eventi sportivi vale sempre, anche quando vengono assegnati a noi, che siamo ancora qui a menarla con Sochi lontana dalle piste di sci senza ricordare le distanze di Torino, o a ironizzare sulle escort pro Polonia e Ucraina che sarebbero state più decisive del nostro meraviglioso 'dossier'. È brutto dirlo, ma finché stati ridicoli conteranno uno come i paesi trainanti il meccanismo sarà questo, con Blatter o con Piripicchio. Dispiace però per Platini. Twitter @StefanoOlivari

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