Sampdoria, per Ferrero trenta milioni di simpatia

Sampdoria, per Ferrero trenta milioni di simpatia

Pubblicato il 29 ottobre 2015, 10:56

A volte parlando dei bilanci dei club di serie A diamo per scontata la conoscenza di certi termini ragionieristici, così nel caso della Sampdoria inauguriamo un nuovo corso nel nome della chiarezza: da quando ha preso in mano la società Massimo Ferrero sta mandando avanti tutto usando i soldi di Edoardo Garrone, che oltretutto la Sampdoria gliela aveva formalmente regalata pur di liberarsi delle pressioni ambientali e familiari. In sintesi: nel solo 2014 i Garrone hanno contribuito con 64 milioni di euro: 29 di versamenti in conto capitale e 35 attraverso fideiussioni e garanzie varie. Non soltanto: ma adesso che la società è in vendita Ferrero sta cercando l'affare della vita, chiedendo minimo 30 milioni veri, senza marchingegni finanziari. Come è noto, fra i potenziali acquirenti quello più forte e più liquido è Gabriele Volpi, partito dalla logistica portuale e adesso imprenditore a 360 gradi con una passione per lo sport (dietro al nuovo corso del Recco, pallanuoto, c'è lui, che nel calcio si è finora limitato allo Spezia a una nebulosa esperienza con il Rijeka), che come consulente ha l'amico Flavio Briatore: juventino, ma soprattutto uomo d'affari che sembra sempre sul punto di prendere una squadra storica (prima dell'arrivo di De Laurentiis era interessato al Napoli). Ma il futuro conta sempre meno del presente, dove il contributo dei Garrone sembra volgere al termine. Politicamente la Sampdoria è una società del fronte Infront, ma di fronte a una buona offerta Ferrero non farà di certo lo schizzinoso (Volpi comunque in Italia non è schierato: i soldi veri li ha fatti all'estero, soprattutto in Africa). Per Ferrero, parlando di vendita, non intendiamo il vulcanico (si dice sempre così) Massimo, ormai indistinguibile dai suoi imitatori, ma la figlia Vanessa che di tutta la baracca è formalmente proprietaria. Il Ferrero più famoso non sembra comunque avere in questo momento un grande potere contrattuale, visto che da poco la procura di Roma gli ha sequestrato conti correnti e la casa ai Parioli per un totale di 1.200.000 euro per una vicenda fiscale relativa alle sue attività cinematografiche. In sintesi: Ferrero è, sia detto senza offesa, un miracolato, al quale soltanto il calcio italiano può regalare 15 milioni di euro, la cifra che realisticamente si porterà a casa (non quella dei Parioli). Un miracolato di talento, perché pur da equilibrista della finanza ha sul piano sportivo finora effettuato buone scelte. Fuori dallo scherzo, c'è qualcosa di ancora non detto e non dicibile. Perché tutti i protagonisti di questa vicenda sono imprenditori navigati: nessuno butta via i propri soldi, nessuno se li vede regalare come in certe mail di spamming, nessuno si scopre a 72 anni desideroso di impegnarsi in serie A senza avere un tornaconto in altri settori. Twitter @StefanoOlivari   

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