Leggende di provincia / Bruno Nobili

Leggende di provincia / Bruno Nobili

Pubblicato il 10 febbraio 2016, 09:00

Verso la fine degli anni Settanta, anche l'Abruzzo riuscì finalmente nell'impresa di affacciarsi al massimo campionato. Era il 1977 ed il Pescara centrò la Serie A dopo un triangolare di spareggio con Atalanta e Cagliari, visto che le tre squadre erano arrivate seconde a 49 punti dietro il Lanerossi Vicenza. Quei giocatori, guidati da Giancarlo Cadé, sono considerati ancora oggi dei veri e propri “eroi” nella Pescara calcistica. Il giocatore più talentuoso di quel gruppo era considerato Bruno Nobili. Di origini sudamericane (nato in Venezuela, a Valencia, il 7 ottobre 1949), Nobili è cresciuto nelle giovanili della Roma: in giallorosso fece il suo esordio in massima serie nel campionato 1968-69. Una presenza, quella contro il Varese, destinata a rimanere l'unica con la casacca della Roma. Viene infatti inviato in prestito all'Ascoli per il torneo seguente, in cui ha la possibilità di giocare con continuità. Al termine dell'annata nelle Marche ritorna nella Capitale. Capitale: la parola giusta che inquadra proprio ciò che non venne considerato Nobili, sbolognato in C alla Maceratese senza appello. Però lì il centrocampista – che negli anni della maturità si fece crescere i baffi - riesce a farsi notare, grazie al suo piede mancino educato ed un buon tiro. Il biennio a Macerata lo porta poi ad Avellino, dove sciorina grandi prestazioni, 12 reti e – soprattutto - la firma sulla promozione in B. É l'estate 1973: Bruno Nobili si guadagna la sua seconda chance in massima serie, grazie all'ingaggio da parte del Cagliari. In realtà con Chiappella non trova molto spazio, appena 13 apparizioni con una rete. La sua fortuna si chiama Pescara: il centrocampista offensivo arriva nel 1974 e si trasforma ben presto in uno dei migliori giocatori del torneo cadetto. Nella stagione 1976-77 è il miglior realizzatore (ex-aequo, con 9 reti) del club abruzzese che conquista la Serie A per la prima volta. Nobili conquisterà in seguito anche un'altra promozione nel 1979, prima di lasciare il sodalizio adriatico nel 1984. Si accasa al Francavilla, partecipando in 3 campionati ad una promozione in C1 (1983) ed una retrocessione in C2 (1985, anno del suo ritiro). Appena appese le scarpette al chiodo resta come allenatore nella squadra giallorossa. Guida poi Avezzano, Castel di Sangro, Gualdo, L'Aquila, Fermana, Maceratese e Fiorenzuola. Nel nuovo millennio si accasa all'Angolana, poi di nuovo Castel di Sangro e Francavilla. Durante il campionato di Serie A 2012-13, l'ultimo a cui ha finora partecipato il Pescara, ha affiancato Cristian Bucchi dalla 28ª giornata fino al termine della stagione, conclusa mestamente da fanalino di coda.

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