I Miami Heat di Fontecchio

Terza squadra nella carriera NBA del miglior giocatore italiano, di nuovo finito in un contesto in cui è fra i principali indiziati per essere usato come pedina di scambio...
I Miami Heat di Fontecchio

Stefano OlivariStefano Olivari

Pubblicato il 4 luglio 2025, 12:37 (Aggiornato il 4 luglio 2025, 13:36)

Il passaggio di Simone Fontecchio ai Miami Heat, con Duncan Robinson che finisce ai Pistons, può cambiare qualcosa nella carriera NBA del giocatore italiano più forte dell’era recente? A prima vista no. Ma è difficile dirlo, visto che il trentenne Fontecchio è nell’ultima stagione di contratto, a 8,3 milioni di dollari lordi, e arriva da una realtà in cui era i margini in stagione regolare, e nei playoff anche di più: di fatto il miglior Fontecchio NBA è stato quello subito dopo l’arrivo dai Jazz, nei Pistons allenati da Monty Williams.

La realtà, al netto del nostro interesse nazionalistico, è che il leader tecnico della Nazionale è considerato nella NBA un giocatore di ruolo, che passa da una squadra in ricostruzione a un’altra. E gli Heat che squadra sono? Quella gestita a livello tecnico da Riley e Spoelstra è una squadra da primo turno nei playoff, nella NBA lo posizione più scomoda, con le strategie che da un minuto all’altro possono passare dall’inseguimento del free agent o dello scambio che faccia arrivare uno o due giocatori per vincere subito al ribaltare tutto e giocare soltanto pensando ai prossimi draft. Va detto che gli Heat  che a metà della scorsa stagione hanno iniziato il post Butler sono una squadra relativamente giovane, fra i giocatori veri solo Rozier ha superato la trentina, e fra Adebayo, Herro, Wiggins, Mitchell (gli ultimi due oltretutto a Miami da poco, con Mitchell in particolare che piace a Riley), eccetera, sarebbe un peccato smantellare tutto.

È quindi evidente che un giocatore in chioave NBA ormai etichettato come Fontecchio, ala che deve uscire dalla panchina e tirare, sia fra i principali iniziati nell’essere carne da trade per arrivare a quei giocatori che Riley vorrebbe per trascinare verso l’alto il nucleo giovane dei vari Jovic, Ware, Jaquez, Larsson e Jakučionis. Insoma, speriamo  di sbagliarci ma per Fontecchio si annuncia un’altra stagione difficile, fra panchina e trasferimenti. Chissà che un exploit a Eurobasket non gli dia uno status diverso.

stefano@indiscreto.net

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