Juve, il mediocre Padoin è oro colato

Juve, il mediocre Padoin è oro colato

Pubblicato il 24 agosto 2015, 13:18

Difficilmente dimenticheremo Simone Padoin una volta che avrà deciso di smettere con il calcio. E non per quello che ha dato sul campo, ma per il fatto di essere diventato già da un paio di anni l'idolo indiscusso della folla oceanica del web. Il motivo è facilmente intuibile. Un ragazzo, che ha nell'umiltà una delle caratteristiche principali, chiamato in causa nelle situazioni più disparate, il tappabuchi che alterna prestazioni scadenti a prove convincenti, ma che comunque non manca mai all'appuntamento, preparandosi egregiamente nel minor tempo possibile. L'ultima avventura lo ha visto protagonista in regia - ruolo che aveva ben occupato lo scorso anno nella sfida con l'Empoli - nella prima di campionato, al posto di Pirlo. Più Tanio Boccia che Sergio Leone, più geografia che geometria, passaggetti che non erano pensabili neanche sul campetto del Cervia a opera di Diego (Maradona) Sinagra, è stato come passare dal live di Eric Clapton alla Royal Albert Hall di Londra all'evento Patrizia Pellegrino-Rita Forte sulla spiaggia libera di Ladispoli. Insomma, l'esordio stagionale per Padoin è andato male e come lui tutta la Juventus. Ma nella mediocrità dei propri mezzi tecnici, in pochi - nel nostro campionato - possono vantare la pretesa di essere Padoin. Non eccelle in nessun ruolo, questo è assodato, non è stato e non è titolare con Allegri e non sarebbe mai titolare in una buona percentuale delle squadre di A, ma non ci si trova per caso a giocare a determinati livelli. Terzino sinistro, centrocampista sinistro, terzino destro, centrocampista destro, interno, davanti alla difesa, prossimamente in porta per volere dello stesso Buffon. È arrivato dall'Atalanta - il club che gli ha regalato la Serie A dopo i primi anni a Vicenza - nel gennaio del 2012 (5 milioni di euro il costo del cartellino) chiamato da Antonio Conte, che ne ha sempre lodato la duttilità tattica. Complimenti che sono poi proseguiti con Allegri che addirittura si sbilanciò dichiarandosi sicurissimo di un prosieguo del centrocampista come allenatore di sicuro successo. Lunghissima trafila, come molti suoi coetanei, nelle giovanili della Nazionale con la quale nel lontano 2003 conquistò l'Europeo under 19 (i compagni erano Chiellini, Pazzini, Lodi, Palladino...), senza però mai esordire nella formazione dei grandi. Costretto a guardare e a inseguire, è il Sandrino Carrea del pallone, il soldatino che va sempre dritto - come disse Cassano - ma nella sua accezione positiva, da nobile. Ma il mediocre (lo è, non prendiamoci in giro) Simone è oro colato per la Juventus. @damorirne

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