Mudo ma non troppo, il giusto palco per Vázquez

Mudo ma non troppo, il giusto palco per Vázquez

Pubblicato il 26 ottobre 2015, 13:13

Franco Vázquez è il calciatore più sfortunato della Serie A e non perché ha Maurizio Zamparini come datore di lavoro. Semmai quello, per chi non siede in panchina, è un pregio. Nel 2015 la numerosa quantità di legni colpiti lo ha portato a primeggiare nella speciale classifica, ma questo dato non ci impedisce di votare - in positivo - l'ormai italoargentino. Fantasista, trequartista, seconda punta? Il 'Mudo' evade dalla dialettica dei ruoli perché gioca con qualità e rende godibile ogni partita, anche quando il Palermo non scende in campo. Dato che ultimamente si parla troppo spesso di "leader" - riferimento alla querelle Allegri-Dybala - eccone uno che parla poco e dimostra tanto, tocca egregiamente la palla, crea occasioni e per non guastare il momento a volte le finalizza pure. Già da quest'anno avrebbe potuto fare la differenza nelle grandi squadre di vertice del campionato - perlomeno in quelle che presentano un modulo predisposto alle sue caratteristiche - e invece è rimasto, giustamente. Sarebbe stata una follia, per i rosanero, perdere di colpo i due assi del reparto avanzato. Purtroppo o per fortuna, e lo sa anche Zamparini, è solo questione di tempo per l'ennesima plusvalenza da record. Oltre alla 'Joya', si ricordano i vari Cavani, Pastore, Sirigu, Hernandez, Ilicic e via dicendo. Destino comune, per certi versi, a quello dell'Udinese e dei talent scout della famiglia Pozzo. In Friuli, però, è tutto amplificato. Allan, Muriel, Asamoah, Inler, Handanovic, Zapata, Sanchez, milioni su milioni. E ogni anno spunta un nuovo talento, l'ultimo dei quali sembra essere l'iracheno Ali Adnan. Ma come mai il nostro numero 20 di fiducia non è più stato utilizzato da Conte? Il cambio di modulo non ha giovato, El Shaarawy e Candreva larghi con Eder e Pellé davanti non ammettono alternative. Una cosa va detta. Vazquez è uno dei pochi - insieme a Bonaventura - in grado di fare la spola tra attacco e centrocampo. Gli originali e i creativi vanno sempre premiati e la lotta per strappare un posto ai prossimi Europei è tutt'altro che chiusa. Pazienza per chi si tappa gli occhi e restringe la propria visuale ai soli tuffi. Neymar, nella disciplina della simulazione, è il numero uno. E non lo vorreste mai uno del genere nella vostra squadra, vero? [poll id="23"] @damorirne

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