Sembrava una vera promessa, si è dimostrato più una meteora che altro, visto che nell’Inter gioca solo 3 gare dopo aver cercato di mettersi in mostra nel Barcellona. E per esordire deve pure attendere il mese di Dicembre, contro l’Udinese. Seppur inserito nella lista dei migliori calciatori nati dopo il 1991, stilata da Don Balòn, e con il prestigioso biglietto da visita della sua provenienza, dimostra di essere un altro flop partorito da Mancini che, a parole, credeva molto in lui per contribuire al rilancio dell’Inter. Ma l’approccio non è stato certo dei migliori, e si ha avuto l’impressione che non sia mai stato parte integrante del “progetto” nerazzurro: prima, per un “profetico” ritardo di 3 ore sul volo che lo costrinse a posticipare di un giorno il suo viaggio in Italia. Poi per le sue dichiarazioni, non riuscendo affatto a dimostrare un seppur minimo entusiasmo al suo arrivo: «Me ne vado triste, Luis Enrique mi ha detto che non avrebbe puntato su di me, ma spero di tornare presto», disse prima di lasciare il Barcellona. E in effetti dopo l’esordio non proprio positivo, sono seguiti quattro mesi in naftalina e qualche gettone di presenza, preludio ad un pronto rientro in Patria (era in prestito). A Gennaio se ne torna in Spagna al Betis, salutando i propositi di Scudetto, ma durerà poco anche lì, per finire successivamente al Valencia. Predestinato.
Cristian Vitali
@Stracult
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