Come biglietto da visita per Firenze porta in dote il suo status di colonna portante dell’Atletico Madrid di Simeone, Vicecampione d’Europa. Quando giunge alla Fiorentina sembra quindi un gran colpo, sia perché la sua è stata un’operazione molto dispendiosa per la Viola (nonostante lo scambio con Savic, a causa di uno stipendio molto alto), sia per la forte carica di determinazione che palesa durante la presentazione: «Ho voglia di raggiungere grandi obiettivi con la Fiorentina». Si pensa che i suoi muscoli lo possano rendere l’uomo in più del centrocampo viola, e invece in breve tempo il mediano spagnolo passa da stella ad oggetto misterioso. Totalizza la miseria di 9 presenze prima di convincersi ad abbandonare l’Italia per il Watford, lasciando in ricordo pochissime sufficienze, dimostrandosi incompatibile con gli schemi di Paulo Sousa, ma anche con l'intensità del nostro campionato: troppo lento e compassato, non basta il gol realizzato contro il modesto Frosinone. Lasciata anche l’Inghilterra, torna in Patria al Valencia, in un torneo più adatto alle sue caratteristiche. Bradipo.
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