De Ligt e il prezzo dei difensori italiani

Il mercato internazionale per il reparto arretrato è esploso, ma in vetrina sono pochi gli esponenti di quella che una volta era considerata una scuola. Il podio di tutti i tempi dice Bonucci, Nesta e Cannavaro...

De Ligt e il prezzo dei difensori italiani
© AFPS

Stefano OlivariStefano Olivari

Pubblicato il 16 luglio 2019, 09:49 (Aggiornato il 16 luglio 2019, 15:33)

Da De Ligt alla Juventus per 75 milioni di euro a Maguire al Manchester United per 89 passando per Lucas Hernandez al Bayern Monaco per 80, il mercato è dominato dalle quotazioni dei difensori. Una tendenza non di oggi, ma senz’altro degli ultimi anni, con la svolta data nel 2017 dal Liverpool con gli 85 milioni dati al Southampton per Virgil Van Dijk e prima ancora dal Manchester City con l’operazione Stones. La sorpresa non è per le cifre, ma semmai perché così tardi si sia arrivati a capire l’importanza dei grandi difensori nella costruzione di una squadra. In proporzione superiore a quella degli attaccanti, che a qualsiasi livello vivono di picchi di forma e conseguenti cali. Ma al di là di questi discorsi teorici, bisogna farsi una domanda concreta: come mai in questi grandi giri non ci sono nemmeno di striscio difensori italiani? Non eravamo una volta, almeno secondo il luogo comune, la patria dei difensori?

Le varie tabelle di calciomercato dicono che il trasferimento record per un difensore italiano sia stato quello di Bonucci dalla Juventus al Milan nell’estate 2017 ed in effetti 42 milioni di euro sono una bella cifra, anche se non sufficiente ad inserire questo trasferimento nei primi dieci di sempre per un difensore. Bonucci è poi tornato alla Juventus con una valutazione di 35, ma senza giri di soldi visto che si è trattato di fatto di uno scambio con Mattia Caldara. Allora secondo in classifica potrebbe sembrare Alessandro Bastoni, adesso tornato all’Inter dal Parma, che a suo tempo l’Inter pagò circa 31 milioni all’Atalanta. In realtà Bastoni fu sì pagato una discreta cifra, ma in pratica la metà di quei 31 milioni visto che contestualmente l’Atalanta per motivi di plusvalenze strapagò tre giovani interisti.

Il ‘vero’ secondo trasferimento italiano di un difensore è quindi quello, che fece epoca, di Alessandro Nesta dalla Lazio al Milan nell’estate del 2002. Per circa 31 milioni di euro, che in termini di potere d’acquisto sono pochissimo meno dei 42 del Bonucci 2017. Il terzo apparente sarebbe il freschissimo Leonardo Spinazzola dalla Juventus alla Roma per 29,5 milioni, ma di questi soldi 22 sono stati dati ai bianconeri sottoforma di Luca Pellegrini. Insomma, ancora plusvalenze. Il terzo sembrerebbe quindi Davide Zappacosta, che due anni fa fu acquistato dal Chelsea di Conte pagando al Torino 25 milioni. A pari merito, ma con il senno di poi un affare migliore per l’acquirente, Alessio Romagnoli dalla Roma al Milan nel 2015: l’ultimo grande colpo della gestione Berlusconi-Galliani, nonché per età il difensore italiano con più mercato internazionale. La medaglia di bronzo andrebbe condivisa con un altro acquisto del Milan, Andrea Conti, con l’Atalanta che arrivò a prendere quasi 25 milioni. Mentre si torna ai vecchi tempi, ad un calcio italiano apperentemente più ricco, con i 23 milioni che nel 2002 l’Inter di Moratti pagò al Parma per Fabio Cannavaro, che sarebbero circa 30 di oggi. Questo quindi il vero podio dei trasferimenti di un difensore italiano: Bonucci, Nesta, Cannavaro. Ma paerlando del presente, a parte Romagnoli non c'è un solo difensore italiano che possa arrivare in cima al mercato. Sempre tenendo presente che le quotazioni della Premier League, quando si parla di trasferimenti interni al sistema, sono parzialmente dopate. I soldi che l'Ajax prenderà per De Ligt invece sono veri, verissimi. 

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