La cilindrata di Inter e Liverpool

La squadra di Simone Inzaghi ha sfiorato l'impresa contro quella di Klopp, nonostante il livello medio dei singoli molto diverso...

La cilindrata di Inter e Liverpool
© Inter via Getty Images

Stefano OlivariStefano Olivari

Pubblicato il 9 marzo 2022, 08:56 (Aggiornato il 9 marzo 2022, 16:41)

L’Inter ha salutato la Champions League con una eccellente partita a Liverpool, vincendo 1-0 e con il sogno dell’impresa, con mezz'ora ancora da giocare, stroncato dall’espulsione che Alexis Sanchez si è quasi andato a cercare, in entrambe le situazioni da cartellino giallo. Espulsione decisiva almeno quanto quella di Barella con il Real Madrid, viste le situazioni. Comunque un’iniezione di autostima per il finale di campionato, al di là degli infortuni (De Vrij e Brozovic da valutare) che magari condizioneranno la già decisiva partita di domenica sera con il Torino.

Il gap tra Inter e Liverpool

Questo non significa che Inter e Liverpool siano vicine come valori: la squadra di Inzaghi ha giocato al 100% delle sue possibilità attuali, quella di Klopp al 70 senza metterci a contare i pali, le occasioni e anche la tranquilla gestione delle due partite. Diverse sono le cilindrate, cioè il livello medio dei singoli, più di quello del gioco. Dando per scontati i soliti discorsi sulla Premier League e la Serie A, nel caso dell’Inter bisogna parlare di una squadra che da campione d’Italia si è trovata letteralmente costretta a vendere i suoi due migliori, cioè Lukaku e Hakimi, cioè i due principali schemi di Conte.

Nel finale di partita i tre centrocampisti neroazzurri erano Vecino, Vidal e Gagliardini, l’unica punta un Correa alla ricerca della forma. Imbarazzante il confronto con il parco attaccanti, fra titolari e panchinari, a a dispozione di Klopp: Salah, Diogo Jota, Mané, Luis Diaz, senza contare Firmino infortunato. Poi se c’era differenza undici contro undici, figurarsi in dieci contro undici. Magari un altro tipo di allenatore avrebbe ribaltato la squadra, buttando in campo anche Dzeko stanco e Caicedo ai mimimi termini, ma il confronto con i predecessori dice che Simone Inzaghi in Europa se l’è giocata meglio. Da ricordare che lui il girone l’aveva passato anche con la Lazio, l’anno scorso, prima di essere eliminato dal Bayern Monaco negli ottavi. Cosa si può dire ad un allenatore che in una situazione difficile ha sfiorato l'impresa contro una delle migliori squadre del mondo?

L'Inter in campionato

La domanda a questo punto è una sola, cioè quanto influirà questa eliminazione sulla corsa scudetto. Al Milan l’uscita dall’Europa ha fatto bene, al Napoli così così, tutti ragionamenti con il senno di poi. Con quello di prima bisogna dire che nessuno può fare il salto di qualità in Champions League dovendo trarre dal calciomercato plusvalenze reali. E questo per l’Inter 2022-23, e non solo per l'Inter, si può già dire adesso.

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