Juventus, il senso di Milik

Il club bianconero ha preso l'attaccante polacco in prestito annuale dall'Olympique Marsiglia, scommettendo su un campione infortunatosi tante volte...

Juventus, il senso di Milik
© Juventus FC via Getty Images

Stefano OlivariStefano Olivari

Pubblicato il 27 agosto 2022, 10:15

Arkadiusz Milik è ufficialmente un giocatore della Juventus, che lo ha preso in prestito dall’Olympique Marsiglia pagando 900.000 euro (che diventeranno 1,7 al raggiungimento di obbiettivi minimi) ed avendo nel 2023 il diritto di riscattarlo per 9 milioni. Milik guadagna relativamente poco, 3,5 milioni di euro netti a stagione, e va detto che per rinforzare l’attacco non era né la prima (era Morata) né la seconda (era Arnautovic) scelta di Allegri e del club, forse nemmeno la terza pensando alla trattativa per Depay, ma il mercato sta finendo e qualcosa bisognava portare a casa.

La Juventus aveva cercato Milik anche nei suoi giorni migliori, quando De Laurentiis lo valutava 50 milioni, lo trova adesso dopo un anno e mezzo non esaltante a Marsiglia, dove ha avuto il terzo grave infortunio della carriera (i primi due al Napoli) e tanti piccoli problemi che a soli 28 anni lo hanno reso un giocatore a rischio. Una scommessa, insomma, giustamente pagata poco ma che potrebbe rivelarsi vincente vista la voglia di riscatto di un ragazzo che ha sofferto anche per motivi extracalcistici. Certo è che Milik è una delle tante storie che dimostrano come vendere un giocatore troppo tardi sia un danno per la società e anche per lo stesso giocatore: un errore che il Napoli di De Laurentiis ha commesso raramente.

Il miglior Milik italiano si è indubbiamente visto con Ancelotti in panchina, alla sua terza stagione napoletana, la prima del dopo Sarri, ma è chiaro che stiamo parlando di un campione sempre in bilico fra grandi giocate e lunghe assenze. Difficile vederlo fare coppia fissa con Vlahovic, ma nell’emergenza Allegri potrebbe pensarci. Di sicuro qualche apparizione con la maglia della Juventus gli servirà per avvicinarsi nel modo giusto al Mondiale in Qatar, dove la Polonia allenata da Michniewicz è nel girone di Argentina, Messico e Arabia Saudita. Convocazione tutt’altro che sicura, visto che spesso la Polonia gioca con Lewandowski unica punta o affiancato da un centrocampista che segni, come Zielinski, e che fra i rincalzi del vice-Pallone d’Oro appena passato al Barcellona ci siano elementi più sani di Milik, fra questi anche Piatek. Ma in questa stranissima stagione due mesi, per non dire due partite, fatti bene possono cambiare una carriera. 

Iscriviti alla newsletter

Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail

Premendo il tasto “Iscriviti ora” dichiaro di aver letto la nostra Privacy Policy e di accettare le Condizioni Generali di Utilizzo dei Siti e di Vendita.

Commenti

Loading

Raspadori senza trading

La velocità dell'Atalanta, l'Italia di Arena, mille euro per De Siervo, la larghezza di Fabregas

Il ritmo di Inter-Napoli

Chivu e Conte in pressing, Nazionale senza stage, la ripartenza di Bove e l'Italia senza Macclesfield Town