Il Mondiale di Pogba e Lukaku

Infortuni e non soltanto: i due grandi ritorni di Juventus e Inter sono stati fallimentari, anche se a gennaio comincia di fatto un'altra stagione...

Il Mondiale di Pogba e Lukaku
© Juventus FC via Getty Images

Stefano OlivariStefano Olivari

Pubblicato il 2 novembre 2022, 16:09

È stato un disastro più rovinoso il ritorno di Paul Pogba alla Juventus o quello di Romelu Lukaku all’Inter? Con la fase a gironi di Champions League al termine e a pochi giorni da Juventus-Inter è una domanda doverosa, perché entrambi sono stati per le rispettive squadre il colpo dell’estate, quello che ha condizionato il resto del mercato e quindi tutta la stagione in corso. I problemi al menisco faranno perdere al francese il Mondiale, che forse invece il belga riuscirà a giocare, ma chissà in quali condizioni. Il punto non è comunque la contabilità delle presenze, molto facile (zero minuti per Pogba, che del resto si è fatto male il 24 luglio in allenamento, 4 apparizioni in campionato e 7 minuti in Champions League per Lukaku), ma la logica che ha portato a queste minestre riscaldate. Di lusso, ma sempre minestre riscaldate. La logica è stata quella del grosso nome già conosciuto, senza guardare alla sua ultima stagione e soprattutto senza pensare al perché il Manchester United e il Chelsea li considerassero un problema.

Errori che alla Juventus costeranno 11 milioni all’anno fino al 2026 e all’Inter 19 più i bonus fino al prossimo giugno, quando Lukaku verrà presumibilmente rimandato al Chelsea. Nemmeno tanti, considerando le voragini nei rispettivi bilanci. Poi i discorsi sportivi sono ben diversi: nessuno può dire se la squadra di Allegri avrebbe con Pogba passato il girone di Champions, da tanto male che ha giocate, mentre l'Inter senza Lukaku ha guadagnato gli ottavi a spese del Barcellona. Tornando a Pogba e Lukaku, il peggio è stato l’aspettativa creata. Ma perché nel calcio le minestre riscaldate non funzionano quasi mai? La risposta è semplice: chi torna ha logicamente più anni rispetto a quando è partito (anche se in questo caso si parla di ventinovenni), un maggiore chilometraggio e quindi una maggiore fragilità, maggiori aspettative proprie e dell’ambiente che lo riaccoglie, inoltre nell’ammissione dello sbaglio una finta umiltà che non deve far parte del bagaglio di un campione. Fallire è sempre più probabile che fermare il tempo. Poi a gennaio comincerà per tutti, quindi anche per Pogba e Lukaku, una stagione bis. La prima è stata un fallimento. 

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