La ripartenza di Spalletti

Dopo un cattivo inizio gli azzurri hanno battuto la Francia a casa sua, con una grande prestazione collettiva. Tonali, Dimarco, Calafiori e Frattesi i migliori nella migliore Italia degli ultimi tre anni...

La ripartenza di Spalletti
© Getty Images

Stefano OlivariStefano Olivari

Pubblicato il 6 settembre 2024, 23:27

L’avventura in azzurro di Spalletti sembrava finita, finitissima, al quattordicesimo secondo di Francia-Italia, quando l’ennesima distrazione di Di Lorenzo ha regalato il gol dell’1-0 a Barcola. E invece da questa situazione sull’orlo dell’imbarcata, con la Francia gasatissima, è nata la migliore Italia degli ultimi tre anni, che davvero ha fatto vibrare chi la ama a prescindere dalle logiche del tifo di club. Un’Italia inferiore come somma dei valori singoli, visto che in estate non c'è stata una fioritura di talenti, ma superiore a centrocampo per almeno tre quarti di partita, con Spalletti folgorato sulla via del 3-5-2, facciamo 3-5-1-1, che all’Europeo era stata soltanto timida e mal fatta sperimentazione.

Soprattutto un’Italia che ha reagito allo svantaggio senza perdere la testa, senza isterismo, riconquistando palloni e verticalizzando, trovando con gli inserimenti ciò che non danno gli attaccanti di ruolo come Retegui o gli ibridi come Pellegrini: esaltanti la grande personalità di Tonali, la prodezza dell’1-1 di Dimarco su assist proprio di Tonali, Frattesi del quale qualche anno fa si sarebbe detto che ‘attacca gli spazi’, Calafiori in fase di costruzione. Ma molto bene anche Ricci, bravo a interscambiarsi con Calafiori in certe situazioni, con Retegui a fare il proverbiale ‘generoso Graziani’ dei tempi che furono. Una ventata d’aria fresca che ovviamente non cambia i giudizi sulla qualità media del calcio italiano, ma che dice molto di una squadra ben messa in campo, con la testa e la voglia giusta. Non si pretende di più, anche se la vittoria in casa della Francia non è certo qualcosa di scontato, visto che l’ultima era stata 70 anni fa: c’era in campo Boniperti, per dire. 

Sarebbe ingiusto dimenticare i demeriti della Francia, con Deschamps che ha sorpreso in negativo scegliendo Clauss sulla destra invece di Koundé, e dando solo pochi minuti a Thuram (cosa che però nel 4-2-3-1 ci sta) e allo straordinario Zaire-Emery. La solita Francia appesa alle sgasate di Mbappé, al Parco dei Principi solo discreto, e di gente che a lui si ispira, come Olise e Barcola, una Francia che come al solito fa qualcosa meno del suo potenziale. Malissimo in difesa, nei singoli con Clauss ma anche come organizzazione, con i due centrocampisti, pur atletici come Fofana e Kanté, costretti a sputare sangue. Barcola per l'Italia come il Lacombe ’78, dunque? Ci piacerebbe crederlo, vorrebbe dire l’apertura di un grande ciclo azzurro, ma per il momento ci accontentiamo di avere rotto la spirale di negatività che da mesi avvolgeva questa squadra. La Nations League conta poco, quasi soltanto per il ranking, ma ci sono partite che rimangono e Francia-Italia del 6 settembre 2024 potrebbe essere una di queste.

stefano@indiscreto.net

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