L'Italia del 2025

Un anno pieno di speranza per le nazionali azzurre, fra sogni mondiali ed europei. Con l'unica certezza rappresentata dalla rielezione di Gravina...

L'Italia del 2025
© LAPRESSE

Stefano OlivariStefano Olivari

Pubblicato il 31 dicembre 2024, 17:04

Come sarà il 2025 del calcio italiano? Se davvero lo sapessimo scommetteremmo, invece che scrivere di calcio. Non ci saranno comunque scommesse sulla rielezione di Gabriele Gravina alla presidenza della FIGC, il 3 febbraio, visto che secondo le belle tradizioni della politica sportiva non soltanto italiana Gravina sarà candidato unico. A Natale infatti scadeva il termine per la presentazione delle candidature e non si è avuta notizia non diciamo di Del Piero, ma nemmeno di qualcuno in cerca di un po’ di pubblicità personale buttando lì parole a casaccio come ‘sostenibilità’ e ‘riforme’. Del resto il presidente in carica ha il sostegno di tutte le componenti, tranne che della Lega di Serie A dove però adesso con Simonelli governa la parte politica a lui favorevole, quindi non De Laurentiis e soprattutto Lotito, che nemmeno si è candidato a consigliere federale. 

Quali sono i criteri per giudicare una presidenza federale, non soltanto nel calcio? Sono sempre stati i risultati delle nazionali e i numeri dell’attività di base. Sui primi si può discutere perché in questo mandato di Gravina, iniziato nel febbraio 2021, ci sono stati sia il trionfo agli Europei e il fallimento mondiale degli uomini, con le donne nella mediocrità, mentre per quanto riguarda l’attività di base basta guardare il numero di società affiliate alla FIGC: nel 2009-2020 erano 14.690, 15 anni dopo sono diventate 11.083. In una generazione è insomma scomparso il 25% dei club, nonostante l’interesse del pubblico per il calcio visto dal divano e soprattutto allo stadio sia a livelli altissimi. Forse nessuno saprebbe invertire questa tendenza, figlia di cambiamenti di lungo periodo nei gusti giovanili e nell’educazione, ma in ogni caso non si capisce quali siano in merito le idee di Gravina.

Parlando di calcio giocato, il 2025 potrebbe essere un anno importantissimo per l’Italia di Spalletti, che riparte non dal fondo ma dal nono posto nel ranking FIFA (figlio anche dell'era Mancini, per più della metà dei risultati presi in considerazione), dai quarti di Nations League da giocare con la Germania a marzo, con vista sulle Final Four da organizzare in casa, da due possibili gironi di qualificazione mondiale entrambi con possibilità di vincerli senza far gridare al miracolo. Con tutto il rispetto per i club, nella storia del calcio si rimane per il Mondiale, dove l’ultimo gol azzurro risale al Balotelli 2014: non qualificarsi non è una tragedia tecnica (il miglior calcio è quello della Champions League) né culturale (se non nei paesi sottosviluppati), ma un problema di immagine, di orgoglio nazionale, di presenza nel calcio nell'immaginario collettivo. Quanto alle donne, l’Europeo in Svizzera difficilmente farà tornare a quella medaglia che manca dai tempi in cui di calcio femminile non parlava nessuno, nel girone c’è l’ingiocabile Spagna ma anche le battibili Portogallo e Belgio, i quarti di finale sono un obbiettivo al tempo stesso ambizioso e credibile.

stefano@indiscreto.net

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