Progetto Maresca

Il Chelsea ha conquistato una Conference League in cui tutte le altre squadre messe insieme valevano di meno...
Progetto Maresca
© Getty Images

Stefano OlivariStefano Olivari

Pubblicato il 29 maggio 2025, 09:54 (Aggiornato il 29 maggio 2025, 10:46)

Per non vincere questa Conference League il Chelsea ha dovuto impegnarsi e quasi c’era riuscito, visto il modo in cui Manuel Pellegrini aveva impacchettato il suo ex allievo Maresca, con un primo tempo clamoroso e sfiorando più volte il raddoppio dopo il gol di Ezzalzouli. Poi a metà secondo tempo il colpo di testa di Enzo Fernandez, parabile ma non parato da Adrian, ha riportato la partita alla differenza tecnica che tutti si aspettavano: nella classifica Transfermarkt dei valori di mercato fra i primi 25 giocatori della Conference ce ne sono 18 (e tutti i primi 7, a partire dallo straordinario Cole Palmer) del Chelsea, 4 della Fiorentina (Kean, Comuzzo, Gudmundsson e Dodò) e 3 proprio del Real Betis, ma in fondo. Di più: in virtù delle spese folli della gestione Bohely il Chelsea è per valore di mercato la settima rosa del mondo, la prima se non si contano le squadre in Champions League- Non siamo a ‘Il calcio è semplice’ dell’Allegri tornato di strettissima attualità, ma poco ci manca.

Diciamo questo non per sminuire il lavoro di Maresca, che oltre che di Pellegrini è stato assistente anche di Montella e Guardiola, e che da primo allenatore dopo l’esonero in B al Parma ha fatto benissimo al Leicester City, ma per dire che il Chelsea è una squadra da Champions finita per caso in Conference League dopo un’annata disastrosa, anche se sempre meglio dell’ultima di Tottenham e Manchester United. Poi ci sta che Maresca abbia avuto un’evoluzione, visto che fino all’anno scorso veniva accusato di essere troppo rigido con il suo 4-3-3 mentre quest’anno è stato accusato di non avere le idee chiare visto che al di là della tattica (di base 4-2-3-1) ha spesso cambiato idea sui giocatori e nella stessa finale di Wroclaw ha ammesso lo sbaglio di escludere James per Malo Gusto, solo per citare la sorpresa più grande, rimediando nell’intervallo.

Ci teniamo per la fine la vera domanda: al di là del contratto fino al 2029 e della follia di abbandonare la Premier League e una delle squadre più ricche del pianeta, Maresca potrebbe allenare una grande italiana? La risposta è secondo noi sì, visto che per storia personale, idee e modo di comunicare lui sa giocare sia sul tavolo dei resultadisti sia su quello dei giochisti. Certo nessuno in Serie A può mettere fuori squadra giocatori da decine di milioni, nel nome di un supposto progetto.

stefano@indiscreto.net

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