Il Chelsea del 2025

La prima vera edizione del Mondiale per Club è stata vinta a sorpresa dalla squadra di Maresca, in finale sul PSG. Un torneo che per essere alla sua prima edizione quadriennale è stato un successo...
Il Chelsea del 2025

Stefano OlivariStefano Olivari

Pubblicato il 14 luglio 2025, 10:23 (Aggiornato il 14 luglio 2025, 10:41)

Dopo la finale stravinta a sorpresa dal Chelsea sul Paris Saint-Germain la domanda è scontata: la prima Coppa del mondo per club degna di questo nome, con l'ambizione di superare il Mondiale per nazionali, è stata un successo o un fallimento? Nella varie analisi, spesso legato soltanto al cammino di Inter e Juventus, sembra non esistano gradazioni intermedie… Scontata anche la risposta, con ancora negli occhi l’ambiente del MetLife Stadium di East Rutherford, dove l’anno prossimo si giocherà anche la finale Mondiale che noi definiamo vero: entusiasmo, grandi squadre motivate (e lo si è visto anche nella rissa post-partita), in tribuna Trump che non è un appassionato di calcio e che comunque avrebbe altro da fare.

Il Mondiale per Club 2025 ha attirato un totale di 2.483.358 spettatori nelle 63 partite disputate, con una media di 54.369 spettatori a partita nella fase a eliminazione diretta, nonostante in molti casi l’orario statunitense fosse il primo pomeriggio di giorni feriali, per consentire al pubblico europeo di vedersi quasi tutto alle 21 in stile Champions. Questo non deve far dimenticare i tanti biglietti regalati, soprattutto nella prima fase, o scontati per via del meccanismo ben noto del prezzo dinamico (che di solito vale di più verso l’alto). Di sicuro tutte le squadre europee, oltre ovviamente a quelle sudamericane, hanno dato il massimo possibile in questo momento, hanno preso il torneo sul serio e non era scontato nonostante il supermontepremi. La ricchezza della FIFA le ha inoltre permesso di fatto di regalare televisivamente questo Mondiale a DAZN: in questa fase era più importante creare un immaginario che passare all'incasso.

La formula a 32 squadre ha il pregio della chiarezza, anche se già si parla di 48 nel 2029, non è chiaro come e dove, ma la differenza ideologica con il Mondiale ‘vero’ è chiara: il Mondiale per nazionali è una festa del calcio, qualcosa che trascende lo sport, mentre in quello per club l’appassionato generico si aspetta di vedere i migliori club, tutti i più grandi campioni, un livello da Champions. E infatti la sconfitta del PSG contro il Chelsea è stata una sorpresa, tranne che per chi ricorda che per metà stagione la squadra di Luis Enrique ha fatto pena: il PSG ci teneva tantissimo ,a il suo filotto di massacri, dall’Inter al Real Madrid, si è interrotto contro i vincitori della Conference. Magari fra 100 anni ci si ricorderà del Chelsea del 2025 come dell'Uruguay del 1930.

stefano@indiscreto.net

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