Vittoria di Allegri

Gli applausi degli juventini, la salvezza di Pioli e Baroni, la riscoperta di Spinazzola
Vittoria di Allegri
© LAPRESSE

Stefano OlivariStefano Olivari

Pubblicato il 6 ottobre 2025, 09:47

Il derby di Allegri è stato vinto da Allegri, nonostante questo Juventus-Milan sia da archiviare come 0-0. È stato vinto dall’allenatore di otto stagioni juventine (con cinque scudetti e due finali di Champions League) non soltanto perché il Milan è stato più volte vicino alla vittoria, ma anche per gli applausi dei tifosi bianconeri allo stadio. Che fanno riflettere sull’importanza data a quelli del genere #allegriout che qualche anno fa dilagavano sui social network, incattiviti da media che proponevano lo schema dirigenti geniali-allenatore superato. Bisogna dire, nel calcio e in altri settori, che il mitizzato popolo del web spesso non è nemmeno un popolo.

Chi vuole il metaforico sangue, cioè l’esonero, dopo poche partite in questa stagione sta rimanendo deluso, perché dopo 6 turni di Serie non c’è ancora stato alcun esonero pur essendo in corso riflessioni (si dice così, per far sembrare le lune di un dirigente il frutto di un team di match analyst) di Pioli e Baroni. La realtà è che a questo giro tanti allenatori sono scelte di ripiego (Tudor, Chivu), scommesse (Pisacane, Cuesta) e in ogni caso tecnici con fama di aziendalisti, al di là del fatto che poi alcuni di questi facciano bene: difficile cacciare chi prova a rimediare agli errori di chi lo caccia.

I vari infortuni, soprattutto quello di Politano, hanno spinto Gattuso ad aggiungere alla lista dei convocati Leonardo Spinazzola, cioè uno che senza infortuni sarebbe stato un giocatore di primissima fascia internazionale (nel 2021 fu considerato uno dei migliori giocatori dell’Europeo, interrotto nei quarti contro il Belgio dopo l’ennesima partita strepitosa) e che anche con la sua storia medica (legamento crociato, tendine d’Achille, eccetera), ha comunque avuto una ottima carriera. La curiosità è proprio che non gioca in Nazionale dai tempi di Mancini, ma Spinazzola è uno di quei giocatori nati pronti, che sulla fascia, anzi sulle fasce, può starci con qualsiasi modulo. Il c.t. sa bene che non è stato chiamato per costruire il futuro.

stefano@indiscreto.net

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