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I sopravvissuti

Stefano Olivari
Pubblicato il 27 febbraio 2026, 15:42
Il folle ritorno con lo Jagiellonia, con la peggiore Fiorentina di una stagione già di suo pessima, è stato pura gioia soltanto per i cultori del ‘testa al campionato’, giustificatori in servizio permanente dei fallimenti dei grandi club e a cascata anche di quelli degli altri. Anche nel caso della squadra di Vanoli è impossibile tracciare un confine fra la priorità data alla Serie A, visto che al primo minuto c’era quasi la Fiorentina B, e una cattiva prestazione per così dire pura, con uno spirito da amichevole. Tuttavia non sufficiente a farsi eliminare. A salvarsi soltanto i subentranti Fagioli e Solomon, in un contesto comunque tristissimo. Al di là di questo, con Atalanta, Roma e Bologna in corsa in Europa sono rimaste ancora quattro squadre italiane: certo non sono quelle con un tifo nazionale, ma il marketing giornalistico dovrebbe avere un limite. Peccato per il Bologna-Roma negli ottavi, ma a forza di pensare in piccolo quasi si è contenti di un'italiana di sicuro ai quarti di Europa League.
Dove sarebbe il Napoli di oggi con Osimhen? Forse non più in alto di dove è arrivato con Lukaku, quando era Lukaku, o con Hojlund. Ma il suo caso è comunque interessante perché dimostra come un presidente che quasi mai entra in questioni sportive (l’unico anno in cui De Laurentiis l’ha fatto, quello fra Spalletti e Conte, si è materializzato il disastro) sia in grado di farsi rispettare. Da giocatori e procuratori, visto che Osimhen è andato via in due tappe, dopo anche un periodo fuori rosa, ma anche dagli altri club (italiani e non) che lavorano alle spalle. La clausola anti-Italia, che porterebbe al Napoli 70 milioni in caso di Osimhen ceduto nel 2026 alla Juventus della situazione, che diventerebbero 50 nel 2027, è una assoluta rarità ed è incredibile che in pochi ci abbiano finora pensato.
La notizia del Mondiale sulla RAI, 35 partite su 104 in chiaro con le altre quasi certamente in streaming su DAZN, è interessante perché prescinde dalla presenza dell’Italia. Non c’è bisogno di spiegare quanto sia importante che la Nazionale di Gattuso partecipi, e non soltanto per gli ascolti televisivi, ma le edizioni 2018 (sulle reti Mediaset) e 2022 (sulla stessa Rai) hanno dimostrato che la manifestazione sportiva più seguita al mondo ha un senso anche se non c’è la propria squadra in campo. Difficile che le tante cene in giro per il mondo abbiano migliorato l'Italia rispetto a quella quasi presa in giro dalla Norvegia, o che Palestra e Bernasconi ci facciano vedere la luce, ma fra un mese anche quella versione della Nazionale dovrebbe bastare.
In mezzo ai giusti festeggiamenti dell'Atalanta, che adesso avrà il Bayern Monaco sognando (visto che lo può fare) un quarto con Real o City, non sono passate inosservate le parole di Luca Percassi, che ha evitato qualsiasi contatto con i dirigenti del Borussia Dortmund. La materia del contendere è ovviamente Samuele Inacio, nel 2004 a 16 anni passato proprio dall'Atalanta al club tedesco. In estrema sintesi: non da oggi Percassi accusa il Borussia di avere contattato l'attaccante italiano (che in teoria potrebbe giocare anche per il Brasile, essendo figlio di Inacio Pià) prima dei 16 anni, cioè il limite minimo per i trasferimenti internazionali, sotto determinate condizioni. Previsione: la FIFA non potrà fare niente. Considerazione finale: Inacio non è stato rapito dal Borussia Dortmund, gli hanno semplicemente offerto di più rispetto all'Atalanta.
stefano@indiscreto.net
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