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Serie A senza data

Stefano Olivari
Pubblicato il 13 maggio 2026, 11:40
Nemmeno il tempo di criticare la pagliacciata di mezza Serie alle 12:30, per la gioia di Sarri, ed ecco che il prefetto di Roma, Giannini, ne ha ispirata una peggiore, spostando queste 5 partite il lunedì alle 20:45. Con l’asterisco, perché la Lega ha fatto ricorso al TAR del Lazio e quindi mentre stiamo scrivendo queste righe non sappiamo gli orari definitivi né delle partite in questione, a partire dal Roma-Lazio da cui è partito tutto, né delle altre. Il dogma del derby romano che non si può giocare di sera è quindi stato cancellato e l’unica cosa sicura è che gli Internazionali d’Italia di tennis hanno creato un cortocircuito di incompetenza, visto che in una giornata come quella di oggi al Foro Italico ci saranno 40.000 spettatori, a pochi metri di distanza da un Olimpico che ne avrà 70.000 per Inter-Lazio, mentre domenica gli spettatori in giro per il tennis saranno un quarto: in teoria molto più pericolosa la situazione oggi e buon per l’ordine pubblico che la finale di Coppa Italia non sia Roma-Lazio. A dirla tutta, se non esistesse la Sinnermania al prefetto sarebbe venuta l’idea di spostare il tennis. Ma poi quali problemi di ordine pubblico ha mai causato il tennis?
Soltanto un’invenzione giuridica o un commissariamento pretestuoso potrebbero impedire a Giovanni Malagò di diventare presidente della FIGC il 22 giugno, con o senza la molto presunta concorrenza di Abete. Avendo adesso ottenuto il sostegno della B Malagò è già ampiamente oltre il 50%, senza contare il fatto che in caso di competizione vera lui potrebbe rastrellare qualche dissidente dei Dilettanti. La cosa notevole è che il mantra “Contano i programmi, non i nomi” del dopo Zenica è già un ricordo, perché in realtà si sta discutendo solo di nomi e nessuna riforma strutturale potrà avvenire con Malagò. Dove lui può fare la differenza è nella scelta delle persone, che raramente ha sbagliato, e nei contatti internazionali, che comunque aveva anche Gravina.
In concreto questo Malagò sicuro presidente è una buona notizia per il Napoli, che così già dalla prossima settimana conoscerà la risposta di Conte. Ma anche gli altri aspiranti commissari tecnici capiranno subito se le loro ambizioni siano state sbagliate, a partire da un Ranieri che nelle ultime settimane è stato imbarazzante, per proseguire con Mancini che già si era offerto a Gravina per il post-Spalletti (e che nel 2018 era stato scelto da Malagò-Fabbricini, da non dimenticare), Allegri che al Milan potrebbe essere al capolinea con o senza Champions, Baldini che si sente molto nella parte di tecnico federale.
Chissà se Malagò si ritroverà a dover gestire una vera e propria Arbitropoli o se l’inchiesta della Procura di Milano finirà in nulla: nel secondo caso il progetto élite per gli arbitri, quello con la regia della Lega, sarebbe gestito da Rocchi come nei piani originari, con un designatore comunque nuovo per la CAN 'classica'. E se l’inchiesta di Ascione dovesse arrivare a provare l’esistenza di designazioni pilotate da certi club, ben oltre le normali proteste e dossier? Risposta impossibile perché al momento i magistrati hanno deciso di non sentire dirigenti di club né di iscrivere nel registro degli indagati altre persone, oltre alle cinque già indagate, fra le quali appunto Rocchi. Di certo l’inchiesta non può finire in niente, nel silenzio dei sei mesi di proroga con l'estate di mezzo, perché se indaghi uno per concorso in frode sportiva devi anche tirare prima o poi fuori i nomi delle persone, dell’Inter (come da ipotesi dei magistrati) o di altri club, in concorso con questa presunta frode. Fra una figuraccia dei magistrati e la colpevolezza di alcuni dirigenti del calcio italiano non vediamo tante vie di mezzo. Capro espiatorio cercasi.
stefano@indiscreto.net
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