Sentenza Balogun

La giustizia nell'era Infantino, Bellingham da Azteca e il Mondiale di Bollini
Sentenza Balogun
© APS

Pubblicato il 6 luglio 2026, 18:20


La cancellazione della squalifica di Balogun è il primo vero crimine sportivo commesso in questo Mondiale, in mezzo a qualche errore tollerabile e comunque minore rispetto all'era pre VAR. L’attaccante degli Stati Uniti, 3 gol e un assist nel torneo, era stato espulso con rosso diretto (dopo revisione VAR) nel sedicesimo contro la Bosnia, per un fallo su Muharemovic. Squalifica automatica di una giornata e niente ottavo con il Belgio, pensavano tutti, anche lui. Invece la commissione disciplinare FIFA ha deciso, applicando l'articolo 27 del Codice Disciplinare, di sospendere l'esecuzione della squalifica con la condizionale per un anno: se nei prossimi dodici mesi Balogun commetterà un'infrazione di natura e gravità simile, la sospensione verrà revocata e la sanzione originaria si sommerà alla nuova. Già detta così è una barzelletta, senza dimenticare che è la prima volta nella storia dei Mondiali che l'articolo 27 viene applicato a una squalifica di una sola giornata (quelle poche volte ha riguardato squalifiche più pesanti), che il regolamento non prevede appello contro una squalifica di un turno (traduzione: la sospensione con la condizionale è un trucco che aggira di fatto l'assenza di un ricorso ordinario) e che c’è un danneggiato unico, cioè il Belgio. Che però anche nella sua modestissima versione 2026 può passare contro gli USA con Balogun in campo, a questo punto glielo auguriamo. A rendere memorabile il tutto Trump che si vanta di avere fatto pressioni su Infantino e il bisogno di risalire a Cile 1962 per trovare un precedente analogo, anche se la cancellazione dell’espulsione di Garrincha in semifinale fu molto più scandalosa, senza bisogno di articoli 27 e di appigli legali.

Quarant'anni dopo la Mano de Dios l’Inghilterra è uscita viva dall’Azteca, in condizioni atmosferiche e ambientali difficilissime e contro un Messico che sembrava in palla e in effetti lo è stato anche in questa occasione. Bellingham anche al netto dei gol e dei record, a 23 anni e sei giorni è diventato il più giovane di sempre a totalizzare 10 presenze in una fase finale di Coppa del Mondo, superando il Kempes 1978 e trascinando insieme a Kane una nazionale che ha problemi difensivi evidenti, aumentati con la sicura, anche se ormai niente è sicuro, squalifica di Quansah, e troppi giocatori preoccupati di fare il compitino aspettando le fiammate di Kane, Bellingham e Rice. 

Eliminazione a sorpresa per l’Italia Under 19 di Bollini all’Europeo di categoria, nonostante la vittoria all’esordio contro la Serbia: quasi zero i tiri in porta contro Croazia e Ucraina e quindi fuori dalle semifinali per differenza reti, con la qualificazione al Mondiale Under 20 legata alla finale per il quinto posto con la Danimarca. Inutile fare troppe considerazioni sulle medagliette giovanili, vale quando le vinciamo (e questo gruppo, con in più Camarda, ha vinto l’Europeo Under 17 di due anni fa) e anche quando ne rimaniamo lontani, pur non capendo i cambi fatti da Bollini fra una partita e l’altra. Più interessante capire chi di questi ragazzi ha potenziale vero, filtrando gli allenatori e i maniaci del calcio giovanile che vedono fuoriclasse ovunque: oltre allo scontato Liberali, curiosissimi di vederlo con Fabregas, sembrano strutturati per sfondare a livello di Serie A Pessina, Natali, Cocchi, Sala, Coletta, Arena e Idrissou. Onestamente con nessuno abbiamo visto la luce, ma si dice sempre così. Ci piace ricordare che Baggio le nazionali giovanili le ha frequentate pochissimo (zero presenze nell'Under 21, pochissime nell'Under 16) e non soltanto a causa degli infortuni, quindi il grande talento può sempre sfuggire al primo sguardo.

stefano@indiscreto.net 
 

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