Fra Infantino e Ceferin

L'Italia in ordine sparso, il Milan su DAZN e l'Under 18 di Taranto
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Fra Infantino e Ceferin
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Stefano OlivariStefano Olivari

Pubblicato il 27 agosto 2026, 15:52

Il tiepido allineamento di Malagò alla UEFA, la presa di distanze di Simonelli dal comunicato già di suo soft della FIGC e il sostegno al presidente FIFA di molti calciatori di ieri (molti al Mondiale in gita premio a cinque stelle a spese della FIFA, va detto) e di oggi, oltre che qualche dirigente come Zanetti, forse più in versione argentina che interista: non si può dire che il calcio italiano sia contro il quasi connazionale Infantino e del resto non è che Ceferin rappresenti il Bene. In Congo e in Nuova Guinea, voti che contano come quelli di Italia e Spagna, non sono così convinti che Al-Khelaifi (la UEFA sogna di schierarlo contro Infantino a marzo 2027) preferisca le nazionali ai grandi club da Champions. Quanto all’Italia, non essendoci buoni o cattivi è giusto scegliere la strada più conveniente. Che per il momento è quella di seguire almeno in maniera formale la linea di Ceferin, fra le qualificazioni (arbitri UEFA, Italia di Soncin quasi ai playoff vista la distanza dala Danimarca nel girone) al Mondiale femminile dell’anno prossimo ancora aperte e quelle per Euro 2028.

Il Milan è diventato azionista di DAZN? Intendiamo la DAZN globale, non soltanto quella italiana che fra le altre cose tiene in vita la Serie A con 700 milioni di euro l’anno (200 quelli di Sky). Una semplificazione grezza ma non troppo, visto che la vendita di EverPass Media, una società di distribuzione di contenuti sportivi, ha portato gli azionisti di EverPass, fra cui anche RedBird, ad avere quote di DAZN. Mentre scriviamo queste righe non è nota la percentuale esatta, ma in ogni caso la situazione di Cardinale c’entra pochissimo con l’era Berlusconi-Mediaset-Milan. Molto teoriche le possibilità di censura e più concrete quelle di autocensura, con l’asterisco che le pay-tv e le piattaforme in streaming non fanno opinione, nemmeno volendo. 

Non si può dire che l’Italia si stia appassionando ai Giochi del Mediterraneo in corso a Taranto, ma è certo che gli azzurri di calcio si stanno facendo grandissimo onore avendo conquistato la semifinale pur schierando l’Under 18 di Franceschini invece dell’Under 21, come da regolamento sarebbe stato possibile e come gli altri infatti stanno facendo. L’Albania affrontata nel girone, ad esempio, aveva quasi tutti 2005 e 2006, a fronte di un’età media degli italiani inferiore ai 17 anni… Scelta giusta, per far crescere parte del gruppo freschissimo campione d’Europa Under 17 (Dattilo, Diallo, Corigliano, Casagrande, Perillo) e puntare ai bersagli grossi. Che non escludono, come stiamo vedendo, quelli intermedi. 

stefano@indiscreto.net
 

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