Temi caldi
Zitti, parla il mercato

Tommaso Guaita/Edipress
Pubblicato il 9 settembre 2026, 07:50 (Aggiornato il 9 settembre 2026, 15:46)
David Byrne, geniale fondatore e animatore dei Talking Heads, ha scritto una canzone che parla di Elon Musk usando solo le sue citazioni. Il titolo è Let Me Sell You A Dream, lascia che ti venda un sogno. Le dichiarazioni “selvagge” dell'uomo più ricco del pianeta, come le ha definite Byrne, sono diventate un testo musicale senza commento editoriale. E messe in fila una dopo l'altra restituiscono la figura “marziana”, brutale di Musk più di “mille riassunti”. Per dirla come Samuele Bersani.
Così, a pochi giorni dal termine del calciomercato, ho provato a interrogarmi su cosa significhi davvero questa parola per gli addetti ai lavori: giornalisti, presidenti, direttori sportivi e procuratori. Che cosa rappresenti per loro questo momento catartico che ogni estate (e in ogni sessione invernale) riempie le giornate degli appassionati di chiacchiere spesso fondate sul nulla. Così, imitando Byrne, ho creato un melting pot di citazioni, da Gianni Mura a Beppe Marotta, da Giuseppe Riso a Maurizio Sarri, da Gianluca Petrachi a Walter Sabatini. Per capire cos'è davvero il calciomercato per chi lo ha trasformato nella sua vita. E per chi, magari lo odia.

Facciamo un discorso sul calciomercato
Il mercato dei calciatori è il più inefficiente che esista (Giorgio Furlani). È il trionfo dell’improbabile, la sinfonia del relativo. Tutto il calciomercato è un dettaglio (Gianni Mura). Una volta c’erano questi grandi imprenditori che per passione investivano soldi e lo facevano con del sentimento. Oggi il discorso dei fondi è necessariamente diverso (Giuseppe Riso).
Il buon manager moderno deve adeguarsi ai concetti che dominano oggi e riguardano il campo dell'innovazione (Giuseppe Marotta). Il ds resta un profilo di riferimento tecnico, ma diventa anche un coordinatore (Giorgio Perinetti). Ma da quante settimane si sparano balle con impudente disinvoltura (Gian Maria Gazzaniga)?
Esistono valori e sentimenti che solo l’occhio e la sensibilità umana possono valutare e che sfuggono a ogni database (Ariedo Braida). Ronaldo il Fenomeno costerebbe cinquecento milioni. Magari quei soldi li avessero dati a me. (Christian Vieri). Il calcio segue le dinamiche della vita: ora la tecnologia mette a disposizione una mole di informazioni che un tempo non c’era. Non c’erano le immagini satellitari e dominava una povertà di informazioni infinita (Adriano Galliani).
Sono arrivate le proprietà straniere, hanno imposto una metodologia di lavoro nuova, legata molto ai numeri, agli algoritmi (Gianluca Petrachi). I numeri sono molto utili per ridurre e selezionare una lista di giocatori. Esiste poi una componente umana che nessun algoritmo può restituire (Fabio Paratici). Una volta le strette di mano avevano valore (Giorgio Perinetti).
Considero i dati un elemento di supporto, altri lo considerano decisivo. I dati ti raccontano le cose nel loro numero e nel loro ripetersi, ma non possono descrivere la qualità. Queste cose le giudichi con l'istinto e con l'esperienza (Walter Sabatini). Manchester City e Leicester non usano algoritmi. Io mi confronto con il capo scouting quando scegliamo un giocatore (Enzo Maresca).

Una volta erano il presidente, i soci, i direttori sportivi a osservare e scegliere i calciatori per formare la squadra (Giuseppe Corrado). Le relazioni nel calcio sono tutto (Giuseppe Riso). Gli agenti sono una fonte, ma non l'unica (Gianluca Nani). È una cosa che riguarda la società, non l'allenatore. Sono aziendalista (Carlo Ancelotti).
Il mercato dura il triplo di trent'anni fa. Facciamo un mercato di dieci giorni e vedrete che i procuratori conteranno meno (Maurizio Sarri). Si inizia a giocare con il mercato aperto, è una pazzia ma va accettata. Gli allenatori impazziscono per questa cosa perché ti dà insicurezza e ti toglie certezze (Igor Tudor). Il mercato deve essere fatto in funzione delle esigenze della squadra (Walter Mazzarri). Per me la sessione di calciomercato è più simile al mercato della frutta, del pesce, del pane (Luis Enrique).
Chi decide, come succede sempre nel calciomercato, è il calciatore (Beppe Marotta). Per guadagnare devi vendere e per vendere devi prendere questi profili stranieri, che hanno un ventaglio di mercato più ampio (Giuseppe Riso). Io, però, qualche dubbio ce l'avrei (Walter Sabatini).
Io da quarant'anni sono nel calcio italiano, una volta era un torneo d'arrivo mentre oggi è campionato di passaggio (Adriano Galliani). Le società al giorno d'oggi sono quasi prigioniere dei procuratori e dei calciatori (Daniele Pradè). È difficilissimo lavorare con una squadra giovane in Serie A e riuscire a patrimonializzare, a coniugare risultati aziendali con il risultato sportivo (Pantaleo Corvino).
Tutto può succedere, ma per ora non succede nulla (Zlatan Ibrahimovic). Gli acquisti sarebbe meglio averli il prima possibile. Le società forti sanno sorprendere (Luciano Spalletti). Se si deve fare qualcosa si deve fare nella maniera giusta. Altrimenti rimaniamo con questi ragazzi (Antonio Conte). Il mercato è fatto di decisioni. Sui numeri e sulle possibilità di mercato la palla passa all'amministratore delegato (Gian Piero Gasperini).
Vogliamo spendere bene e non per forza tanto. Qui devono arrivare giocatori che hanno fame (Daniele De Rossi). Il club fa le sue valutazioni. Tutti abbiamo delle idee (Pep Guardiola).
Il mio modo di fare acquisti è diverso. Non si può spendere sempre per il mercato o il calcio sarà solo una questione di singoli (Jürgen Klopp).
Il calcio di oggi è cambiato, il business ora la fa da padrone. Preferivo il calcio di prima. Certe cifre del mercato sono fuori dalla realtà (Francesco Totti). Adesso è un po' difficile avere in squadra le bandiere di una volta. Il mio interesse era solo per il calcio giocato (Paolo Maldini). Ho visto e sentito di tutto: urla, liti, zuffe, schiaffi. Un circo bellissimo. Oggi i contratti sono digitali e i giocatori, belli comodi, li firmano in vacanza da sotto all'ombrellone (Giorgio Chiellini).
I mercanti hanno in mano il calcio mondiale (Maurizio Sarri). Io non ho mai visto una persona felicissima senza soldi (Antonio Cassano). Oggi le cifre che girano sono molto diverse. Ma ci si pensa sempre dopo (Franco Baresi). I soldi fanno parte dello show. Io sono un super capitalista e il super capitalista vuole tutti più ricchi. Il punto è: guadagno molto o guadagno troppo? Io sono d'accordo sul molto (Mino Raiola).
Iscriviti alla newsletter
Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail
Commenti
Loading
