SuperclassificA, da Mastantuono a Maldini

Il dieci appartiene al gioiello della Fiorentina, lo zero a Daniel Maldini: in mezzo, ambizioni, baffi e difese distratte

https://www.google.com/preferences/source?q=guerinsportivo.it, gs
SuperclassificA, da Mastantuono a Maldini
© LAPRESSE

Tommaso Guaita/EdipressTommaso Guaita/Edipress

Pubblicato il 15 settembre 2026, 15:38

La SuperclassificA della giornata di Serie A premia la tripletta di Mastantuono e i gol di Malen. Bocciate le difese di Juventus e Inter, mentre lo zero del weekend è tutto per Daniel Maldini. 

 

Mastantuono da record salva la Fiorentina

10: per Mastantuono, che salva la Fiorentina dopo tre sconfitte segnando tre gol al Venezia (0, purtroppo, come i suoi punti in classifica). Tre per dieci fa trenta, come il suo numero di maglia. A soli 19 anni e 28 giorni è il più giovane giocatore viola a segnare una tripletta e alla sua età non c'era riuscito nemmeno Lionel Messi, tanto per citare un argentino a caso. In A Mastantuono è in testa per precocità tra gli stranieri, ma meglio di lui hanno fatto Silvio Piola nel 1931 e Francesco Grandolfo nel 2011. La stellina di proprietà del Real ha tutto il tempo per scegliere se provare a ripercorrere la carriera del primo o del secondo. A buon intenditor...

9: è il voto a Donyell Malen, nove vero e un po' falso che ricorda Muriel nel suo prime – tanto per restare a Gasperini – e nei numeri del Batistuta dello Scudetto. 20 gol nelle prime 24 partite in A con la Roma. 6 su 4 in questo campionato. Con un 9 così (e Dybala, 10), si può puntare a qualcosa di più di un piazzamento: a Roma-Inter l'ardua sentenza.

8: a Gattuso, il suo numero. Lui che in quattro partite ha fatto dieci punti e, anche se è presto, sembra essersi già preso la Lazio. Più che il gioco, tuttavia, è piaciuta una sua dichiarazione: “La mia storia da allenatore dice una roba: vado via dal Milan e vincono il campionato, vado via dal Napoli e vincono il campionato. Non è un caso, io vivo per queste cose qui. Vuol dire che ho lasciato nelle squadre che ho allenato mentalità e cultura del lavoro”. Oppure... sibilano i maligni. Tra un paio di anni, tutti a festeggiare in Curva Nord.

 

 

 

 

Dai gol coi baffi ai cinque minuti del Milan

 

7: al ritorno dei gol coi baffi in Serie A. Prima è stato il turno di Mangas in Lecce-Monza, poi di Kaiki in Como-Parma. Aspettando Woltemade, gran visir di questo trend estetico che riporta agli anni Settanta/Ottanta, l'epoca d'oro del nostro calcio.

6: su 7 segnati dal Milan tra il 64' e il 69': Cissé con il Toro, Ramos contro il Venezia, ancora Cissé alla Juventus e i due di Moreira contro la Lazio. Hanno scritto che “al Milan di Amorim vengono i cinque minuti”, ma il problema vero sono gli altri ottantacinque più recupero. Una sufficienza stiracchiata.

5: ai report di Fabregas pre- e post-partita preparati apposta per la dirigenza del Como. Va bene l'aziendalismo al cospetto di chi ti paga profumatamente e ti compra chi vuoi e va bene la professionalità portata all'estremo e ostentata verso chi predica “halma” e semplicità. Però non serve fare sempre la figura dei professorini, anche se è il tuo presidente Mirwan Suwarso a fartela fare. Cesc, lo sappiamo che sei bravo, smetti di tirare in dentro la pancia.

 

 

 

 

 

 

Milan e Juventus, i problemi sono sempre gli stessi

 

4: come i centravanti schierati dal Milan negli ultimi nove mesi: Nkunku, Füllkrug, Gimenez e Ramos. Solo l'ultimo è ancora in rossonero – e ci mancherebbe visto quanto l'hanno pagato in estate – e solo uno non ha segnato in questo weekend. Indovinate chi? Sì, indossa la maledetta maglia numero 9 del Milan. Che sia tempo di dare una possibilità a Camarda?

3: alla difesa della Juventus di Spalletti in occasione dei tre gol del Sassuolo. Sul primo, Berardi e Matic hanno il tempo di passarsi la palla sette volte sulla trequarti prima che il serbo decida di avanzare palla al piede, e non si tratta di un centometrista, servendo in profondità l'attaccante ex Inter tenuto in gioco da Kalulu. All'88' Bremer (3 al numero 3) esce malissimo facendosi anticipare dall'uomo assist Bakola. Al 93' Adzic si ritrova solo in area, libero di tirare, con Douglas Luiz a un metro. Ah, e che qualcuno esulti con Zhegrova (voto 7) se dovesse fare il gol numero 3 dopo i 2 di Reggio Emilia!

 

 

 

 

Inter, Atalanta e Maldini tra errori e polemiche

 

2: come gli errori consecutivi di Josep Martinez; come i portieri titolari dell'Inter, lo spagnolo e Provedel; come i gol che deve subire la squadra di Chivu prima di attivarsi, e dopo Napoli e Madrid ieri è stato il turno dell'Udinese. Dimezzare, almeno, darebbe una grande mano in chiave Scudetto: si potrebbe cominciare cambiando numero uno.

1: va ai tifosi dell'Atalanta che hanno esposto lo striscione “Addio bandierina M. De Roon” rivolto all'ex capitano, uno che ha indossato la maglia della Dea con onore per dieci stagioni. La sua colpa: trasferirsi a Roma per seguire Gasperini, l'allenatore che l'ha lanciato e gli ha fatto da mentore, dopo essere stato messo in secondo o terzo piano da Sarri. Certo, si può essere dispiaciuti della sua partenza, anche arrabbiati perché è arrivata all'improvviso, ma a volte, se si dimostrasse un po' di riconoscenza verso chi la merita, si farebbe una figura migliore.

0: è il voto al weekend di Daniel Maldini. Prima, ha segnato su rigore alla sua ex squadra, l'Atalanta, dando la vittoria al suo Cagliari. Poi, non ha esultato “per rispetto” come faceva il miglior Quagliarella, uno che come lui nella prima parte di carriera aveva cambiato più squadre che scarpe da calcio. E fin qui niente di male, varrebbe pure un bel 7. Purtroppo, però, poi da Bergamo si è spostato nella sua Milano, facendo un “ciocco”, come si dice da quelle parti, con la sua auto a un'ora imprecisata della notte. Aveva festeggiato la vittoria con qualche bicchiere di troppo e si è messo alla guida piuttosto che rientrare in taxi. Per rifarsi la reputazione ha postato sui social l'esame tossicologico, smentendo chi diceva avesse anche assunto delle droghe, ma il suo comportamento vale comunque uno 0. Che poi sono le volte che suo padre e suo nonno, in quaranta e rotti anni di carriera complessiva, sono finiti in una situazione simile.

 

 

 

 

Iscriviti alla newsletter

Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail

Premendo il tasto “Iscriviti ora” dichiaro di aver letto la nostra Privacy Policy e di accettare le Condizioni Generali di Utilizzo dei Siti e di Vendita.

Commenti

Loading