I maestri del calcio di Germania

La grande annata del Bayern Monaco ed in in generale di tanti allenatori tedeschi ha ragioni anche recenti ma culturalmente parte da lontano, anzi da lontanissimo...

I maestri del calcio di Germania
© Getty Images

Stefano OlivariStefano Olivari

Pubblicato il 26 settembre 2020, 20:46

Il Bayern Monaco dopo la vittoria sul Siviglia nella Supercoppa può dire di essere il dominatore del calcio europeo nel 2020. Un'annata in cui i migliori quattro allenatori europei risultano essere tutti e quattro tedeschi. Il quarto in classifica è infatti Thomas Tuchel, mentre l’ordine dei primi tre, Jürgen Klopp, Julian Nagelsmann e Hansi Flick, sarà comunicato in occasione dei sorteggi per i gironi di Champions League. Stiamo parlando del premio UEFA come allenatore dell’anno che quest’anno è tornato dopo 14 anni di incredibile oblio (l’ultimo vincitore era stato Frank Rijkaard per la stagione 2005-2006), con le votazioni da parte di 80 allenatori, quelli delle 80 squadre della fase a gironi della Champions e dell’Europa League 1919-2020, e di 55 giornalisti, uno per paese affiliato all’UEFA.

Il primo non tedesco è Gian Piero Gasperini, al quinto posto, davanti a Lopetegui, Garcia, Zidane, Guardiola e Conte, secondo degli italiani. Impossibile un confronto con il recente passato, visto che dopo il 2006 i vari riconoscimenti sono stati soltanto giornalistici, ma questo non toglie che il dominio tedesco, in contesti oltretutto diversi (Inghilterra, Francia, Germania) si inserisca in una storia solidissima e gloriosa che parte da Sepp Herberger ma che passa anche attraverso tanti allenatori della storia moderna, quella (dispiace dirlo, ma è così) del calcio televisivo, che consente confronti storici basati su qualcosa di più del sentito dire. Chi sono dunque i migliori allenatori tedeschi visti all’opera dai viventi? Per migliori intendiamo quelli che più di tutti hanno lasciato un segno, diversamente basterebbe prendere un elenco di allenatori della nazionale e del Bayern Monaco e poi confrontare qualche cifra con Wikipedia.

In questa opinabile classifica il nostro numero uno è Hennes Weisweiler, notissimo per essere stato l’architetto del grande Borussia Mönchengladbach degli anni Settanta, ma anche per avere formato generazioni di allenatori tedeschi come istruttore. L'idea base di Weisweiler, cioè un calcio aggressivo a prescindere dai moduli (il suo preferito era comunque il 4-4-2), ha influenzato tanti tedeschi ed è indubbiamente arrivata fino a Klopp, ma l’enfasi maggiore lui la metteva sullo sviluppo del talento giovane ed anche questa lezione è rimasta in Germania attraversando i decenni. A lui devono tanto Netzer, Bonhof, Vogts, Littbarski, Simonsen (danese, ma esploso in Germania), Stielike, Schuster...

Come allenatore di allenatori, ed in generale di diffusore nel mondo delle idee calcistiche tedesche, non va dimenticato nemmeno Dettmar Cramer, vita notevole (paracadutista durante la Seconda Guerra Mondiale, giornalista, inventore del calcio in Giappone) e anche vittorie sotto i riflettori, come due delle tre Coppe dei campioni del Bayern Monaco anni Settanta, con un 4-3-3 abbastanza rigido. Anche lui centratissimo sui giovani, fra i tanti lanciò un giovanissimo Rummenigge, e fu praticamente un secondo padre per Franz Beckenbauer. Essendo entrato in federazione per volere di Herberger, si può dire che anche lui come Weisweiler, anzi più di Weisweiler, abbia unito varie epoche del calcio tedesco. 

Il terzo grande allenatore della storia moderna del calcio tedesco si può considerare Udo Lattek. Molto più vincente di Weisweiler e Cramer, con Bayern (dove fu sostituito da Cramer), Borussia Moenchengladbach (dove sostituì Weisweiler) e Barcellona (fu il successore di Helenio Herrera), Lattek fu quasi un eversore del modello tedesco, puntando ad adattare il sistema ai giocatori invece del contrario. Partiva dal 4-3-3 per poi cambiare a partita in corso, da grande lettore di situazioni. Inoltre amava avere con i suoi campioni un rapporto quasi alla pari, pur non essendo stato un grande giocatore o forse proprio per questo. Inesistente, fra l’altro, anche la carriera da calciatori di Cramer e Weisweiler: un’altra caratteristica del grande calcio tedesco nel corso dei decenni, che pure ha ha avuto anche importanti allenatori con un passato in campo, da Beckenbauer a Heynckes, con lo stesso commissario tecnico attuale Low che può a buon titolo definirsi ex calciatore. Qualche altra nazione, come Brasile e Argentina, ha creato più campioni, ma nessuna ha avuto una scuola come la Germania, capace nei decenni di reinventarsi sempre sul piano tecnico, tattico e organizzativo. 

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