Benzema Pallone d'Oro 2022

Il francese del Real Madrid ha vinto il premio individuale più ambito, davanti a Mané e De Bruyne. È la fine del duopolio Messi-Cristiano Ronaldo...

Benzema Pallone d'Oro 2022

Stefano OlivariStefano Olivari

Pubblicato il 18 ottobre 2022, 14:14

Con il Pallone d’Oro 2022 consegnato a Karim Benzema si può davvero dire che il duopolio Messi-Cristiano Ronaldo, durato dal 2008 fino quasi ai giorni nostri con l’unica (e contestata da CR7) eccezione del Modric 2018, è finito. Indubbiamente Benzema è stato il calciatore più decisivo, ad alto livello, del 2022, oltretutto nella squadra più prestigiosa del mondo, quindi il premio è strameritato. È però altrettanto vero che ha quasi 35 anni, che nel Real Madrid ci gioca dal 2009 e che mai, ripetiamo, mai era andato vicino a questo premio. Non è insomma mai stato uno dei grandi defraudati nella storia del Pallone d'Oro, Iniesta 2010 e Lewandowski 2020 (quanto incredibilmente non fu assegnato, nonostante i tornei internazionali per club si fossero disputati) su tutti, e mai si è sentito tale: nel 2018, l’edizione di Modric, Benzema fu come voti il diciassettesimo e soltanto il quinto (!) del Real dopo appunto Modric, Cristiano Ronaldo (a metà con la Juventus) secondo, Varane settimo, Courtois (a metà con il Chelsea) quattordicesimo. A pari merito con Benzema il compagno Bale e nei primi 30 anche Sergio Ramos, Marcelo e Isco.

Questo per dire che il Real a Benzema ha dato tanto ma anche tolto qualcosa: certo rimanendo al Lione non avrebbe vinto cinque Champions League, ma un po’ gli è rimasto addosso il marchio di gregario. E del resto sia per Manuel Pellegrini sia per Mourinho lui era la riserva di Higuain ed il partner ideale di Cristiano Ronaldo. Soltanto i frequenti infortuni dell’argentino e qualche flop dei nuovi arrivi al Real (tipo Adebayor) gli consentirono di trovare spazio e di far vedere le sue qualità, apprezzatissime da CR7. Insomma, se Haaland nasce come predestinato ed è presumibile che si giochi lui i prossimi Palloni d’Oro insieme a Mbappé (in questo si sono classificati decimo e sesto), non si può dire la stessa cosa di Benzema che poi ci ha messo del suo nel risultare antipatico, anche se antipatico non è l’aggettivo giusto per il caso Valbuena e la vicenda delle escort minorenni. Benzema ebbe poi la ulteriore cattiva idea di autodefinirsi vittima del razzismo, per le sue origini algerine, ma per quegli episodi, fra l’altro riguardanti anche la Nazionale, avrebbe dovuto soltanto vergognarsi. La Francia di Deschamps è diventata campione del mondo in Russia senza di lui ed ha avuto le spalle abbastanza larghe per graziarlo, nonostante l’abbondanza di giocatori forti. Ma lui è in questo momento il più forte di tutti e si gode il trofeo vinto davanti a Mané e De Bruyne, con il primo giocatore della Serie A, Rafael Leão, al quattordicesimo posto ed il primo italiano non pervenuto.

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