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Lipsia, la fabbrica da un miliardo
Da Gvardiol a Szoboszlai, da Šeško a Diomande: scouting, giovani e plusvalenze hanno trasformato i Tori Rossi nella nuova bottega d’oro d’Europa

Pietro Santercole/Edipress
Pubblicato il 17 agosto 2026, 20:19
C’era una volta il Borussia Dortmund. Un po’ favola calcistica, un po’ esempio di morale economico-calcistica. Quelli che nell’ultimo decennio hanno scommesso senza remore su Gündoğan e Hummels, Aubameyang e Dembélé, Pulisic e Sancho, fino ad arrivare agli arcinoti Haaland e Jude Bellingham, last but not least Adeyemi, facendoli crescere, utilizzandoli per sorprendere il Bayern e alzare qualche trofeo all’occorrenza, prima di rivenderli a peso d’oro un po’ a chiunque. In una Germania dove la cultura dei giovani e determinate strategie di mercato virtuose vanno di pari passo, c’è chi sta ripercorrendo le orme della Banda dell’Oro.

RB Lipsia e Red Bull: dalla nascita alla Bundesliga
In un tempo relativamente piccolo (nemmeno venti anni di storia), il Lipsia - nato nel 2009 per visione della multinazionale austriaca Red Bull GmbH mediante l'acquisizione della licenza sportiva del SSV Markranstädt - si è reso protagonista di una scalata vertiginosa fino in Bundesliga, diventando una squadra di vertice, con una strategia di mercato ben definita: un club virtuoso capace di incassare quasi un miliardo di euro dalle cessioni in un lustro, riuscendo a mettere in bacheca addirittura tre trofei: due DFB-Pokal e una Supercoppa. Non un piccolo particolare nell’era del Bayern Monaco pigliatutto.

Il modello Lipsia: scouting, giovani e plusvalenze
Certo, avere alle spalle un colosso come la Red Bull aiuta, ma i Tori Rossi sono riusciti spingersi oltre, senza voli pindarici o spese folli: si scommette sui giovani, si prendono talenti capaci di fruttare all’occorrenza trofei, prima di essere rivenduti a signore alle big d’Europa. In primis quelli inglesi. Come il Liverpool. I Reds, per esempio, sono degli affezionati clienti della bottega (cara) del Lipsia: nel 2021 spendono circa 40 milioni per prendere Ibrahima Konaté, scovato dai tedeschi dal Sochaux e nel corso delle annate diventato punto fermo della difesa del club di Anfield e della nazionale francese. Un anno prima gli inglesi avevano bussato nuovamente a casa Lipsia, sborsando circa 60 milioni di euro per Naby Keïta, un jolly di centrocampo messo nella vetrina teutonica per un biennio, utilizzabile sia come mezzala sia da vertice basso davanti alla difesa. Nel 2023 il Liverpool sbaraglia un’agguerrita concorrenza per la stella ungherese Dominik Szoboszlai. Che grazie al Lipsia esplode nella terra cara ai Beatles, affermandosi come uno dei centrocampisti offensivi più talentuosi: un cecchino sui calci piazzati, le cui punizioni spopolano in rete.

Da Gvardiol a Diomande: le cessioni d’oro del Lipsia
Anche i due colossi di Manchester fanno spesa dal Lipsia: Gvardiol brilla di luce propria a tal punto da accecare Guardiola, così il City arriva a pagare 90 milioni di euro per il difensore croato; lo United accetta di spenderne 76 per Benjamin Šeško, pur di soddisfare l’aut-aut del Lipsia. Vuoi che in terra sassone non ci finisca anche lo spendaccione Chelsea? 53 i milioni usati per comprare Timo Werner, fino ad arrivare ai circa 60 per Nkunku. Perfino il Tottenham atterra in Germania per prelevare Xavi Simons, alla modica cifra di oltre 65 milioni. Con la sua impeccabile rete di scouting, il Lipsia diventa uno store internazionale di lusso. Bisogna mettere mano al portafoglio per prenderne i talenti maturati alla Red Bull Arena: ci compra sì il Bayern (per assicurarsi le prestazioni di Upamecano), ma anche la Juventus supera i 40 milioni per Openda. Nel frattempo pure il Barcellona deve arrendersi, e dopo un'estenuante trattativa strappa Dani Olmo dalla Bundesliga per oltre 60 milioni di euro, con il rischio addirittura di perderlo quando, a inizio 2025, la RFEF spagnola nega agli azulgrana il tesseramento definitivo della Furia Rossa, salvo poi vincere il ricorso davanti al Consiglio Superiore dello Sport iberico. L’eco della Spagna rimbomba in tutto il mondo: a prescindere da come finirà l’esperienza di Diomandé al Real Madrid, l’attaccante della nazionale ivoriana capace di realizzare 12 reti in 33 presenze al debutto col Lipsia passerà alla storia per l’acquisto più costoso (circa 140 mln) della Casa Blanca.

Quasi un miliardo di cessioni: i numeri del mercato del Lipsia
Dal 2020-21 a oggi il club tedesco ha incassato 953,42 milioni di euro dalle vendite, a fronte di 769,87 milioni spesi sul mercato nello stesso periodo. Scouting, talenti a cui si dà il tempo di crescere con l’opportunità di alzare trofei, poi cessioni dal costo altissimo: prendere o lasciare, a Lipsia si ha anche questo potere.
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